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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Operazione «Barbarossa». 22 giugno 1941
Fabei Stefano, Mursia (Gruppo Editoriale)
3,90 Euro

 

Attaccando il 22 giugno 1941 l'Unione Sovietica, Hitler gettò nel panico l'Armata Rossa e colse di sorpresa Stalin precedendolo in quella guerra alla quale, nella sua strategia di aggressione, anche lui pensava di dare inizio, marciando verso occidente, non appena le forze russe fossero state pronte. Non è una tesi provocatoria ma quanto emerge dagli archivi sovietici. In “Operazione Barbarossa” (Mursia, 2010, € 3,90) un saggio, uscito in questi giorni, Stefano Fabei riassume in modo chiaro e sintetico le relazioni russo-tedesche, dalle ragioni che determinarono l’alleanza tra Hitler e Stalin sancita dal trattato Molotov-Ribbentrop, ai motivi per cui il Führer decise poi di romperla nella convinzione che il dittatore sovietico fosse in procinto di fare altrettanto.

L’autore, citando fonti che sostengono che l’URSS si preparasse ad attaccare a occidente tra la seconda metà del 1941 e il 1942, si chiede se l’attacco nazista sia stato dettato solo da volontà di conquista o se scattò per scongiurare, o quanto meno allontanare, un pericolo incombente di una “globalizzazione comunista”. Il fatto  che Stalin  precipitasse in una crisi depressiva e per dieci giorni non riuscisse a dirigere la resistenza del suo paese contro il micidiale attacco congiunto della Wehrmacht e della Luftwaffe, costituirebbe la conferma che egli era pronto a una guerra di  attacco e non di difesa; ma Hitler lo anticipò sconvolgendo i suoi piani. Il saggio è dotato di un’amplia bibliografia per chi voglia approfondire l’argomento.