lavocelibera.it

Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Al direttore di Latina Oggi, per l'avv. Ezio Lucchetti

Abbiamo letto, su Latina Oggi di venerdì 9 Aprile, a pagina 26, un intervento dell'avvocato Ezio Lucchetti, ex presidente della Camera di Commercio di Latina, sulla rappresentazione della Passione di Cristo a Sezze. Lucchetti, un sezzese che ha dato lustro alla nostra città pur stando a Latina, ancora legato in modo particolare al suo paese di origine ed alle sue tradizioni, ha fatto diverse sottolineature interessanti. In primo luogo si è chiesto perché non sia stato utilizzato, per il dramma del Venerdì Santo, "il teatro all'aperto a suo tempo costruito proprio perché ospitasse la sacra rappresentazione". Si riferisce, chiaramente, all'Anfiteatro di Via Piagge Marine. Lo spieghiamo noi, all'avvocato Lucchetti, il perché.

Probabilmente egli non ha avuto occasione di visitarlo recentemente. Altrimenti saprebbe che non esiste più. Caro avvocato, purtroppo quel fiore all'occhiello che era il nostro Anfiteatro è stato raso al suolo dalle ruspe. Quella magnifica opera architettonica perfettamente inserita nel contesto ambientale, realizzata dall'architetto Piacentini, utilizzata in numerosissime occasioni per decenni, invidiata da tutta Italia per le sue caratteristiche acustiche che ne fecero uno dei migliori teatri all'aperto, unico forse insieme all'Arena di Verona, è stata abbattuta per fare posto ad un vero e proprio ecomostro. Una colata di cemento che ha devastato l'ambiente, che sta costando milioni di euro ed ancora ne costerà, inutile e deleteria, realizzata sotto gli occhi disattenti delle autorità competenti. Un altro pezzo di Sezze che scompare senza che intervenga chi dovrebbe farlo. La vogliamo informare, caro avvocato, che chi le sta scrivendo si è interessato a tutti i livelli della vicenda, scontrandosi sempre contro un muro di omertà. Pensi che perfino Striscia la notizia, cui ci siamo rivolti con dossier e documentazione fotografica, ha evitato di intervenire. E' una situazione che ci preoccupa profondamente, mentre non ci stupisce il fatto che la città di Sezze dimentichi un personaggio come l'avvocato Filiberto Gigli, creatore della manifestazione. Anche lei saprà, senz'altro, che Sezze è ingrata con i propri figli, soprattutto se di valore. Pensi che l'auditorium inaugurato da qualche anno dopo decenni di lavori, è stato intitolato a Mario Costa, uno che con Sezze c'entra come i cavoli a merenda, dimenticando, tanto per fare un solo esempio, un regista dello spessore di Gino Millozza. Intanto ci si accinge ad intitolare una serie di vie ai grandi musicisti, naturalmente tutti non sezzesi. Il tutto senza concedere il giusto riconoscimento ai figli meritevoli di questa terra.

Sezze 10 Aprile 2010

Movimento Libero  Iniziativa Sociale - lavocelibera.it