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Antenna da delocalizzare
La "questione telefonia" resta tuttora aperta. L'assessore
del Comune di Sezze Pietro Bernabei non può pensare di
averla chiusa con delle risposte evasive ad un interlocutore
di comodo, scelto tra i tanti che siedono in consiglio. Come
lui ben sa, l'attivazione ed il posizionamento di
quell'antenna, posta dall’ amministrazione in pieno centro
abitato, sul Palazzo comunale di Piazza De Magistris,
rappresenta una evidente forzatura della normativa vigente,
che è molto restrittiva e mira in particolare alla
salvaguardia della salute dei cittadini. L'assessore deve
innanzitutto rispondere ad un primo, essenziale quesito,
postogli da tempo e rimasto inevaso: il Comune si è dotato
di un piano antenne? Perché è questo l'atto fondamentale che
va a disciplinare il settore nell'ambito del territorio
amministrato. |
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Si tratta di un piano propedeutico alla installazione degli
impianti, in mancanza del quale la speculazione delle
diverse compagnie interessate la fa inevitabilmente da
padrone. Ecco allora spiegato perché, piuttosto che chiarire
quelle che sono le legittime perplessità dei residenti, si
replica dicendo che il Comune intascherà 20.000 euro.
Movimento Libero, interpretando la volontà di numerosi
residenti del centro, preoccupati per quella spada di
Damocle sulle loro teste, è ben altro che intende ottenere
da Bernabei. Torniamo a chiederglielo per l'ennesima volta:
l'assessore deve fornire pubblicamente e non tramite
artificiose risposte a consiglieri compiacenti, tutta la
documentazione riferita all'antenna telefonica. Una volta
per tutte. Siccome è stata posizionata in pieno centro
storico, Bernabei deve spiegare alla cittadinanza se esiste
un nulla osta rilasciato dalla Sovrintendenza ai beni
archeologici ed ambientali, esistendo nell'area rigidi
vincoli. Deve essere reso pubblico il relativo progetto,
obbligatoriamente da depositare presso l'ufficio tecnico,
rendere pubblico l'intero iter, corredato di tutta la
relativa certificazione, a cominciare dagli indispensabili
controlli di staticità, per un impianto di notevoli
dimensioni, collocato in zona densamente abitata e
frequentata anche per la presenza di uffici. Per quanto
riguarda l'aspetto evidentemente più importante, ci
riferiamo alla salute pubblica, l'assessore dovrebbe ben
sapere che gli impianti vanno posizionati in aree lontane
da zone popolose. E che è ormai noto che perfino le
certificazioni Arpa, laddove esistono, sono ritenute
insufficienti, in quanto gli effetti riferiti alla nocività
dei campi elettromagnetici sono tuttora vaghi, in quanto le
conseguenze negative vanno valutate nel tempo. E Movimento
Libero si augura che tale sperimentazione non venga fatta
sulla pelle dei sezzesi, trattati come cavie. L'assessore
Pietro Bernabei è proprio convinto che fosse indispensabile,
per ventimila miseri euro ( quando il Comune di Sezze
rifornisce gratuitamente gli amministratori di telefonini,
note book e spende circa 250.000 euro solo per le relative
ricariche telefoniche, nell'arco di una legislatura),
posizionare sul Palazzo comunale, forse caso unico in
Italia, un impianto di tal fatta? Ma veramente pensa di
cavarsela con una replica evasiva e di comodo, quando la
telefonia è nell'occhio del ciclone in Italia per le note
vicende scandalistiche e quando ne va della salute dei
cittadini? Quell'antenna, caro assessore, va delocalizzata!
Sezze 15 Marzo 2010
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
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