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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

“La suocera perfetta”

La settimana scorsa, relativamente alle affermazioni della signora Veronica Lario, moglie del premier Berlusconi, scrivevo come la definizione della signora Lario: “il ciarpame senza pudore”, potesse essere trasferito a quello della politica. Un interessante articolo di Giampaolo Panza sul Riformista, mi porta a considerare che la stessa affermazione fatta dalla signora Berlusconi, ben calza agli intellettuali di Farefuturo, fondazione al servizio del presidente della camera Gianfranco Fini, già post fascista, missino, alleanzino, oggi antifascista militante. Visto da destra, questo intreccio personale del premier con Fini, o con il suo megafono (Farefuturo), ricorda quel detto: "dire a suocera perchè nuora intenda". Sa tanto di vendetta da parte di Fini, che non ha dimenticato come le reti Mediaset lo trattarono ai tempi di “Vallettopoli”, dove era pesantemente coinvolto il suo portavoce. Il mio giudizio su questo maleodorante intreccio di interessi, sul Presidente della Camera e sulla sua fondazione Farefuturo, potrebbe essere partigiano. Riporto di seguito, pertanto,  un estratto dell’articolo di Panza, che certo non può essere accusato di essere un estremista di destra, tanto meno un nostalgico. Scive Panza: “Ci sono due persone che dovrebbero lasciare Silvio Berlusconi e andarsene per la loro strada: Veronica Lario e Gianfranco Fini. Della prima non parlo. La sua è una vicenda privata da osservare con rispetto e senza intervenire. Soltanto lei può decidere che cosa fare. Ma di Fini possiamo parlare, eccome! Con Fini siamo di fronte a un leader politico che oggi sta ai vertici del sistema repubblicano: la presidenza della Camera dei deputati, terza carica dello Stato. Dunque quello che fa riguarda tutti, pure chi non l’ha votato. E a proposito del “fare di Fini”, il Bestiario intravede due atteggiamenti che coesistono. Il primo non sorprende. Il secondo sì.Del primo ho già scritto sul Riformista. Raccontando il lungo percorso di Fini e le sue svolte continue, sempre coerenti. Quella iniziale risale a quattordici anni fa: gennaio 1995, Fiuggi, il mutamento dell’insegna del partito, dal Msi ad Alleanza nazionale. Poi nel novembre 2003 il viaggio in Israele e la condanna del fascismo come male assoluto. Infine, nel settembre 2008, l’affermazione che la destra deve fare propri i valori dell’antifascismo.In quell’autunno, Fini era da pochi mesi presidente della Camera. Le sue parole misero in allarme molti militanti di An che dissentivano dal leader. Venne infine lo scontro sul dramma di Eluana Englaro, sul testamento biologico e lo Stato etico. Un succedersi di eventi che hanno visto Fini in un disaccordo incessante con Berlusconi. Poi emerso di nuovo nel discorso finiano del 28 marzo di quest’anno, al congresso costitutivo del Pdl.Dopo la discussione in Senato sul caso Englaro, nel Bestiario dell’8 febbraio scrissi, alla buona: «Non penso che il leader di An voglia soltanto distinguersi da Berlusconi per avere forza nella spartizione del potere dentro il futuro Pdl. Posso sbagliarmi, ma nella testa di Fini e nel suo partito sta accadendo qualcosa. Dovremo valutarlo con attenzione».Adesso, tre mesi dopo, sappiamo quello che per ora è avvenuto. An è confluita senza incertezze nel Pdl. Il suo gruppo dirigente, i militanti e, forse, gli elettori stanno quasi tutti con il Cavaliere. E insieme a Silvio cercheranno di costruire un granitico centro-destra, con il proposito di rimanere al potere per molto tempo. Quello che invece non conosciamo bene è quanto stia accadendo nella testa di Fini.Una sola cosa mi sembra accertata: il presidente della Camera non ha smesso di fare la guerriglia al Cavaliere. Anzi, nelle ultime settimane l’ha intensificata, su tante questioni. Mi viene in mente un’immagine caustica che, sotto Mussolini, dipingeva un gerarca potente, abituato a rompere le scatole al Duce: “La suocera del regime”. Qualche avversario di Fini potrebbe risuscitarla e far nascere un personaggio nuovo per la ribalta italiana: Gianfranco, la suocera di Silvio.In realtà, credo che Fini non sia soltanto un’aspirante suocera del Supercapo. Da quel poco che si capisce, vorrebbe dar vita a una destra molto diversa da quella che sta nel Pdl. I suoi la descrivono con una batteria di aggettivi: europea, laica, liberale, solidarista, attenta alle idee più che al potere. Certo, queste etichette non dicono quasi nulla. Dice di più il lavoro degli strumenti di cui dispone Fini: la Fondazione Farefuturo e il giornale online, “Ffwebmagazine”.Nella fondazione e nel magazine, Fini ha con sé intellettuali e giornalisti molto capaci, anche di fare notizia. Per esempio, è dal giornale online che è cominciato il tormentone di Veronica e del “ciarpame” delle veline da candidare alle elezioni europee. Ed è facile pronosticare che di lì verranno sempre nuove, e cattive, sorprese per il Cavaliere.” Una considerazione vista da destra. E gli italiani, da questo gioco tra uomini di potere, cosa ne guadagnono?

Latina 08 Maggio 2009

Nando Cappelletti