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Caso Fondi, vergogna
nazionale
Anche se era tutto prevedibile, la non-decisione del
Consiglio dei Ministri relativa allo scioglimento per Mafia
del Comune di Fondi resta comunque scandalosa e
destabilizzante per la credibilità delle Istituzioni.
Smentendo le articolate motivazioni del Prefetto Bruno
Frattasi, accolte dal Ministro degli Interni Roberto Maroni,
l'organo presieduto dal primo ministro Silvio Berlusconi ha
escogitato una soluzione pilatesca. Dopo avere spinto il
sindaco di Fondi Luigi Parisella alle dimissioni insieme ai
consiglieri comunali che lo appoggiavano (su suggerimento
del senatore PDL Claudio Fazzone) si è scelto di far
ritenere "inutile" lo scioglimento dell'ente comunale per
infiltrazioni malavitose. Appare quanto mai evidente come
tutta la situazione rappresenti una forzatura. Se Parisella
avesse rassegnato le dimissioni insieme ai suoi nel pieno
dello scandalo, perché travolto da eventi più grandi di lui,
avrebbe avuto un minimo di credibilità. |
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Il tutto invece è avvenuto dopo mesi di tira e molla, di
teatrini, dopo continui rinvii della discussione da parte
dello stesso Consiglio dei Ministri. Appare evidente, ora,
come la manovra sia stata studiata a tavolino. In tal modo
l'ex sindaco fondano, i componenti della sua maggioranza
assessori compresi, sono ricandidabili. Un puntuale rompete
le righe ordinato subito dopo le richieste del Prefetto
avrebbe non solo impedito questo, ma anche la candidatura di
Parisella alle elezioni provinciali, che, sponsorizzata da
Fazzone, c'è stata ed ha visto il candidato arrivare al
seggio di Via Costa. E' ormai chiaro chi faccia il bello e
cattivo tempo non solo nel sud pontino ma in tutto il
territorio della provincia di Latina: è Fazzone, l'ex
poliziotto autista di Mancino, a dettare tempi e modi
dell'agenda politico-amministrativa. Tutti gli altri
allineati e coperti. Muti. Compreso il sindaco di Latina
Vincenzo Zaccheo, che in tutto questo periodo ha brillato
per la sua assenza. Lui ora la chiamerà rispetto per le
decisioni istituzionali, ma per chi ha un minimo di
intelligenza è solo rassegnazione interessata ad una
gestione del potere che continua a garantirgli la
sopravvivenza politica. Altri all'interno del PDL, o in
formazioni parallele, hanno assunto nei confronti della
questione Fondi prese di posizione anche abbastanza chiare.
Cosa faranno adesso costoro di fronte alla decisione del
proprio Governo? Ne trarranno le conseguenze prendendo le
dovute distanze, oppure assumeranno un atteggiamento di
ignavia? Vorremmo essere smentiti dai fatti, ma la risposta
ci appare scontata. Da sottolineare che, come già avvenuto
altrove, il Consiglio dei Ministri avrebbe potuto comunque
procedere allo scioglimento nonostante le dimissioni già
rassegnate dagli interessati. Non avendolo fatto si è creato
un pericoloso precedente. Giocoforza, quei comuni, in
particolare del sud Italia, che si trovano o si troveranno
nella stessa situazione del Comune di Fondi, potranno
ovviare allo scioglimento coatto trovando quella via di
fuga. La non-decisione assunta in questa occasione va ad
assumere un valore dirompente, offrendo ampi margini di
manovra a quelle organizzazioni malavitose che determinano
le scelte ed attuano il controllo di numerosi comuni. La
cosa che più dispiace è che viene lasciato ampio margine ad
una battaglia di moralizzazione nelle mani di chi ha la
stessa "credibilità" di questa pseudo destra, cioè di quella
sinistra che si è permessa di scendere in piazza stringendo
nelle mani l'agenda rossa di Paolo Borsellino, candidato
alla Presidenza della Repubblica poche settimane prima del
suo assassinio, dal MSI. Che lo votò in splendida
solitudine. Ma erano altri tempi e Zaccheo allora
frequentava la sezione missina di Via Pio VI. Un secolo fa.
9 Ottobre 2009
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
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