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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso

Non solo il Lazio, ma anche la Lombardia: Renata Polverini e Formigoni a rischio candidatura. Un fallimento su tutti fronti del centrodestra guidato da Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Le sceneggiate che hanno fatto seguito all'estromissione delle liste sono ormai arcinote. Non potendo ammettere le proprie incapacità ed il clima interno da rissa da pollaio del loro partito, il PDL, i vari esponenti del centrodestra lanciano strali comici e demenziali contro burocrazia e giudici, responsabili esclusivamente di applicare leggi che da tutti debbono essere rispettate. Molto meglio sarebbe stato ammettere la debacle, piuttosto che raccogliere firme a posteriori, fare maratone oratorie o addirittura pensare di ricorrere ad una leggina ad hoc, studiata appositamente per far riammettere liste escluse per mancanza di requisiti essenziali o perché non presentate.

E fa pensare, a tale proposito, l'uscita, non tanto estemporanea, di Antonio Di Pietro, "preoccupato"anche lui ed anche lui favorevole ad una qualche soluzione "politica", chiaramente al di fuori della normativa vigente. Ancora più preoccupante quella di un ministro, Ignazio La Russa, che ha minacciato il ricorso alla piazza. Risibile  l'invito rivolto al cosiddetto Popolo della Libertà a manifestare con cortei. Ma manifestare contro chi? Contro sé stessi e contro l'insipienza manifesta della propria classe dirigente? Le cose, nella realtà, sono più semplici di quanto possa sembrare: per problemi interni che conoscono soltanto gli "addetti ai lavori", legati soprattutto alle diverse candidature da sponsorizzare e quindi alla composizione delle liste e del listino dei presidenti, queste non sono state presentate nei tempi previsti o sono state presentate prive di elementi essenziali ed incomplete, se non irregolari. Avrebbero fatto molto più bella figura, personaggi come Renata Polverini, a riconoscere di essersi affidati e messi nelle mani di una banda di cialtroni, preoccupata più che del bene comune, di piazzare nelle posizioni migliori, amici, parenti, mogli o amanti. Questa è la tristissima realtà. Ma quale vulnus alla democrazia! Ma quale attentato alle libertà! E' tutto un teatrino. Movimento Libero si augura ed augura agli elettori del Lazio e della Lombardia che le regole vengano fatte rispettare, che di fronte alla legge non vi siano figli e figliastri, che quello che viene fatto valere per la più piccola delle cosiddette listarelle valga anche per i cosiddetti grossi partiti. Non è la prima volta che qualche lista viene estromessa dalla competizione. Il PDL è forse diverso dalle altre liste? Il PDL le leggi non le deve rispettare? Se effettivamente le elezioni debbono essere lo specchio del panorama politico attuale, allora è giusto che venga rappresentato anche il caos e l'affarismo che lo dilaniano. E' giusto che chi è causa dei propri mali, li pianga. Senza attribuirli ad altri. Ed infine, se qualcosa nella legge elettorale non funziona, come da noi in più occasioni sottolineato, ma per tutt’altre motivazioni ( essa avvantaggia i più forti economicamente ed apre canali immensi ai gruppi di pressione, ai poteri forti ed alle mafie), la cambino pure. Oggi, però, è ancora in vigore e va rispettata e fatta rispettare. Le regole di gioco non possono essere cambiate nel corso della partita.

4 Marzo 2010

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