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Consiglio comunale dei giovani: è tutta una
farsa!
Circa 6 mesi fa si sono svolte le prime elezioni del consiglio
comunale dei giovani. Hanno partecipato 5 liste, un totale di 78
candidati. Lo spirito doveva essere quello di avvicinare i
giovani alla politica, di creare un gruppo di 20 ragazzi che
potesse portare in consiglio le problematiche che affliggono i
giovani del nostro paese e proporre le soluzioni secondo loro
più idonee. Le liste in realtà avrebbero dovuto essere liste
civiche, senza nessun riferimento o simbolo che le potesse
accostare ai partiti che ci rappresentano. |
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E’ avvenuto tutto il contrario. Le 5 liste
erano guidate da esponenti di partito o da chi ne fa le veci.
Gli stessi programmi sono stati suggeriti dalle segreterie
anziché essere frutto delle idee dei ragazzi. C’è stata una
battaglia degna del consiglio dei “grandi”, accordi per
presidenza e vicepresidenza, riunioni in gran segreto,
spartizioni di poltrone. Un esempio su tutti l’elezione del
presidente del consiglio, sedicesimo degli eletti, votato dopo
un accordo con le altre liste di centrosinistra in cambio della
vicepresidenza. Alcuni piani sono saltati, si è dovuto ricorrere
alla proposta della doppia vicepresidenza, poi saltata, per
accontentare coloro che siedono fra i banchi dell’
“opposizione”. Alcuni ragazzi dopo essersi ribellati sono stati
accontentati con una delega, come a dire “c’è posto anche per te
ma non fare troppo rumore”.
Alle prime sedute del consiglio erano
presenti tutti e 20 i consiglieri, c’è stata grande battaglia,
sembrava che i ragazzi ci tenessero molto a questa possibilità.
Ed oggi? 2 consiglieri si sono dimessi fra cui il ragazzo che ha
ottenuto la maggioranza dei voti…, le ultime sedute vengono
svolte con una presenza da record…negativo. L’ultima volta si
sono presentati in 10! Dov’è finito lo spirito di iniziativa che
si evinceva all’inizio? Avranno capito i ragazzi da che razza di
politici sono contornati? Si saranno resi conto che questa
politica non gli appartiene? Avranno capito che è tutta una
farsa, che sono solo strumentalizzati e devono stare a certi
“giochi” se vogliono “sopravvivere”. Ma vale veramente la pena
sacrificare i migliori anni della loro gioventù per imparare
come si deve chinare la testa di fronte alla partitocrazia ormai
imperante? Stando al comportamento di questi giovani la risposta
non può essere che NO.
Sezze 20 Maggio 2008
lavocelibera.it
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