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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Dondi a Sezze: una farsa

La situazione amministrativa di Sezze diventa sempre più sconcertante, mentre appaiono sempre più comiche le uscite dei vari consiglieri di maggioranza e di opposizione (?) e dei vari esponenti della giunta. Come definire se non sconcertanti e nel contempo comiche le recenti dichiarazioni del consigliere " berlusconiano" Antonio Vitelli in merito alla pluridecennale "questione Dondi"? Vitelli sembra essere passato per caso e soltanto da poco nelle stanze del Palazzo comunale. Ma non è lo stesso Vitelli che per tanti anni ha ricoperto l'incarico importantissimo di assessore al bilancio nelle giunte dell' "antiberlusconiano" Giancarlo Sidddera? Si, è proprio lui.

Quello stesso esponente del PCI - PDS - DS che mentre noi "di destra" eravamo impegnati nelle batttaglie contro la ditta di Rovigo, se la difendeva insieme a coloro che, suoi compagni di partito, questa società avevano portato a Sezze consegnando nelle sue mani per ben 30 anni il patrimonio costituito dall'acquedotto comunale. Con tutte le conseguenze che ancora oggi viviamo sulla nostra pelle. Una giunta, quella di Siddera con Vitelli assessore, che respinse perfino una richiesta di referendum sulla gestione Dondi sottoscritta da oltre 800 cittadini. E' vero che nella nostra città troppi hanno la memoria corta, ma queste prese di posizione lasciano interdetti. E' come se la questione fosse oggetto di un dibattito tutto interno fra coloro che sconsideratamente hanno determinato i pessimi servizi relativi ai cicli idrico e fognario, pagati a peso d'oro dai sezzesi, che sembrano essere sempre in debito con la Dondi Spa. Da anni sborsiamo fior di quattrini in cambio di nulla (basta l'esempio della depurazione, pagata ma non effettuata). Perchè dall'altra parte chi c'è, se non gli esponenti del suo stesso ex partito? Quelle domande che oggi Vitelli  pone, sono le stesse che noi rivolgevamo alle sue giunte senza che nessuno rispondesse. Vitelli chiede un'assemblea pubblica. Ma la chiediamo noi una assemblea pubblica. Anzi, un confronto pubblico, con noi e loro di fronte. Venissero a confrontarsi con noi, Vitelli, l'assessore Pietro Bernabei, il sindaco Andrea Campoli: glielo sgraneremmo noi il rosario, elencando disservizi, malefatte, complicità, in ordine temporale, dal 1993 ad oggi. Quelle responsabilità che hanno condotto la nostra città sull'orlo del baratro costituito dal dissesto delle finanze comunali, mentre una classe politica intera era  occupata in tutt'altre faccende. Perchè anche la questione relativa ai debiti per il consumo idropotabile è stata portata a conoscenza dell'opinione pubblica diversi anni fa soltanto da noi, mentre chi  oggi ne vorrebbe parlare, non avendone i titoli, ieri non solo taceva, ma in questo silenzio continuava a permettere alla società di Rovigo di spadroneggiare.  Troppo facile scegliersi gli interlocutori, consigliere Vitelli. Un confronto limitato alle vostre persone sarebbe solo una farsa. Una sorta di gioco delle tre carte.

5 Agosto 2008

Movimento Libero  Iniziativa Sociale - www.lavocelibera