|
 |
Ha vinto il non voto
Questi o quelli per noi pari sono. Si chiamino Emma Bonino o
Renata Polverini, non cambia niente. Quella parte sempre più
in decrescita di elettori che ha deciso di continuare a
porre la scheda nell'urna, ha ottenuto solo due risultati:
perpetuare gli assetti ed il sistema di potere consolidato
negli anni e garantire ai neo consiglieri regionali una
pensione già al termine della prima legislatura, cioè dopo
soli 5 anni. Il dato più importante, quello che risulta
veramente determinante e che può far sperare in un futuro
diverso e migliore è quello riferito al fortissimo
astensionismo, per la prima volta molto alto in Italia. Un
astensionismo al quale vanno ad aggiungersi tantissime
schede bianche ed altrettante annullate nell'urna. Siamo, a
livello nazionale, nell'ordine del 36 % solo di astenuti. La
classifica registra in testa il Lazio, che vede scendere la
"partecipazione" al 60,89 %. In provincia di Latina 38
elettori su cento hanno manifestato in tal modo il loro
disprezzo per l'attuale politica. |
|
Nel comune di Sezze, dove una volta l'altissima affluenza
alle urne era garantita dal partito-padrone PCI, il 40 %
degli elettori ha disertato i seggi, mentre più del 6 % ha
posto nell'urna una scheda in bianco o l'ha annullata. Siamo
quindi a cifre che vanno verso il 50 %, parliamo di circa la
metà dell'elettorato. E' questa la grande novità della
tornata elettorale. Forse per la prima volta il popolo manda
un chiaro segnale a chi si è impadronito della politica e
del potere: non ci rappresentate più, anzi non ci avete mai
rappresentato, non esiste centrodestra e non esiste
centrosinistra, non esistono schieramenti contrapposti,
siete tutti uguali e rappresentate e difendete
esclusivamente i vostri interessi personali e quelli delle
vostre cricche. Un dato evidenziato ancor di più se si
considerano anche quei voti confluiti in liste alternative,
quale quella che fa riferimento a Beppe Grillo, a diverse
liste civiche o a partiti antisistema di estrema destra o di
estrema sinistra. Le percentuali riferite ai grandi partiti
nazionali come il PDL o il PD andrebbero quindi fortemente
ridimensionate, in quanto da riferire alla percentuale
residua dei votanti, che ruota intorno al 50 %. Chi oggi si
riempie la bocca spacciandosi come espressione della
"volontà popolare", farebbe bene a tenere presente che quel
50 % ottenuto è in realtà il 25 % circa dell'intero corpo
elettorale. Chi andrà a governare le diverse regioni lo farà
andando a rappresentare un quarto dell'elettorato, un quarto
nella stragrande maggioranza composto e manovrato da gruppi
di pressione e di interesse, se non da potentati economici
legati a questa o quella consorteria. Naturalmente il tutto
viene reso possibile da un sistema di leggi elettorali
truffaldine, che garantiscono ai signori della politica la
sopravvivenza. Il fatto che in tantissimi, come noi di
Movimento Libero, abbiano preso atto e coscienza della
drammatica situazione che attraversa il nostro paese,
manifestando questa presa di coscienza con il non voto, nel
tentativo di lanciare un messaggio forte, deve avere un
seguito. Non ci attendiamo che qualcuno di lorsignori lo
raccolga. Deve essere proprio il popolo, la cosiddetta
gente, a cominciare a trovare forme di organizzazione, che
superino i partiti e vadano oltre gli schieramenti, per dare
voce ad un cambiamento quanto mai necessario per superare la
crisi della rappresentatività "democratica".
30 Marzo 2010
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |