Il
ciarpame della politica
In un paese, l’Italia, dove
l’opposizione non esiste più, e si accorda con la
maggioranza a livello nazionale (vedi legge
elettorale, referendum), e ancor più a livello
locale (vedi interventi urbanistici), c’è voluta la
seconda moglie del premier, Veronica Lario, a
lanciare il sasso nella stagnante politica italiana.
«Ciarpame senza pudore». Così Veronica Lario ha
definito l'uso delle candidature delle donne che a
suo avviso si sta facendo per le elezioni europee.
Il suo sfogo nasconde, al momento, quello che è il
vero ciarpame della politica italiana. Certo, il
comportamento del premier può essere censurabile, al
di là della difesa d’uffficio del direttore di
“Libero”, Vittorio Feltri. Già in passato lo stesso
direttore rassicurava il premier ricordando che
anche Mussolini aveva avuto molte amanti. Una voce,
non di destra, ricordò al direttore che nessuna di
queste era però diventata ministro. Certo colpisce
che un primo ministro, si esprima alle volte in
modo, diciamo cosi, colorito. Ma certo è che chi
soffia sul fuoco senza coerenza e titolo, è
altrettanto censurabile, è può entrare di diritto
nel club del ciarpame politico. Stiamo parlando dei
nuovi censori della Fondazione Farefuturo, la
fondazione creata, voluta e utilizzata da Gianfranco
Fini per sentenziare sulle vicende politiche,
culturali ed etiche del paese. A noi poco interessa
il dibattito sul ruolo in politica della donna bella
o meno bella. Abbiamo talmente grande rispetto per
le donne, al contrario di quanto si pensi, che siamo
contrari alle mortificanti quote rosa che fanno si
che si ottengano degli spazi sono ed esclusivamente
dal punto di vista numerico. La donna è per noi una
figura importante e fondamentale per tutti i ruoli
che sa rivestire: quello di madre, di compagna, di
asse portante della famiglia. La donna capace è
quella che sa far valere le proprie capacità, a
prescindere dal suo aspetto fisico. Le donne hanno
sempre fatto crescere l’Italia, hanno creduto in
essa anche nel periodo tragico della guerra civile,
dove alle donne partigiane, si contrapposero le
ausiliare della Republica Sociale Italiana. Ci sono
anche le donne coraggio, come quelle che combattono
ogni giorno la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta.
Altro che nani e ballerini al potere. Lo sfogo della
signora Veronica Lario, se da una parte è
comprensibile, è pur vero che è viziato da un
conflitto d’interesse. Ovvero, parla di «ciarpame
senza pudore», volendo colpire più che la politica
in generale, principalmente suo marito. Il grande
merito però, a parte il conflitto personale, è
quello di aver sollevato qualcosa in più di un
polverone mediatico. Ha evidenziato lo stato di
salute della politica italiana: coma profondo.
Allora come non ricordare quello che è successo
recentemente, tanto per parlare di ciarpame.
Partiamo dal 25 Aprile, festa della liberazione.
L’agenda politica l’ha dettata Franceschini. Si
festeggia così,ha sentenziato il segretario del Pd,
il premier deve dire parole chiare
sull’antifascismo, la costituzione non si tocca. I
post fascisti, ora chi ministro della difesa, chi
sottosegretario, chi sindaco di Roma, anche se non
chiamati in causa direttamente, si sono subito
adeguati. Non solo hanno abiurato l’intero loro
passato politico, ma hanno provveduto a cancellare
quel decreto legge che loro stessi avevano preparato
per essere in sintonia con la volontà del premier e
le indicazioni di Franceschini. Si tratta di quel
decreto legge che avrebbe equiparato i soldati di
Salò con gli altri che fecero la resistenza. Si
riconosceva loro un vitalizzo mensile di duecento
euro. Indietro tutta. Gli ex missini, ex alleanzini,
hanno ciecamente obbedito, incuranti della
figuraccia che hanno fatto. Ma di queste cose, agli
intelletuali di Farefuturo non interessa. Loro
volono alto, e quando occorre, diventano il braccio
armato del presidente della camera, il poco
onorevole Gianfranco Fini. Certo, quando lo scandalo
delle ballerine investi alleanza nazionale in uomini
molto vicini a Fini, non si levarono grida di
condanna per come si trattavano donne e ballerine,
per come la politica condizionava carriere
televisive a suon di favori di ogni genere. Ma
tant’è, certi piccoli uomini, anche se alti, hanno
la memoria corta. Non ricordano il loro passato, non
hanno neppure rispetto per il passato altrui. Stanno
costruendo un paese dove la meritocrazia non esite
più, a nessun livello, in nessun settore. Stanno,
nel ristretto delle loro stanze, stravolgendo una
nazione. Si ricattono a vicenda, si mandano messaggi
trasversali, ma come i ladri di Pisa si accordano
per controllare tutto loro. Le contradizioni che
emergono dalle varie posizioni della stessa
maggioranza di governo, in un paese normale
sarebbero il motivo per rompere l’alleanza e far
cadere il governo. In Italia, in questa Italia
voluta dai federalisti, dai liberisti, dai nuovi
antifascisti, questo non avviene. Loro malgrado,
assomigliano sempre più a insieme di cose vecchie e
senza valore, ammucchiate alla rinfusa. Sono i degni
rappresentanti del nuovo ciarpame politico.
Latina 30 Aprile 2009
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