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Un nostro
redattore, recatosi sul posto, ha notato immediatamente una
fila di persone che attendeva qualche responsabile
all'esterno dei locali dove dovrebbe essere effettuato lo
smistamento. Nonostante il campanello esterno venisse
insistentemente suonato dagli utenti, dall'interno non
arrivavano segnali. Gli impiegati c'erano, ed anche
numerosi, ma sembravano non far caso agli squilli, tanto da
dare la sensazione che quel campanello non funzionasse. In
realtà, come dimostrato ampiamente in seguito, il loro
atteggiamento è di totale menefreghismo. Vi spieghiamo
perchè. Dopo parecchi minuti di attesa la porta finalmente
viene aperta e sulla soglia appare un non meglio
identificato operatore che invita ad entrare all'interno tre
persone appena arrivate , che non avevano fatto la fila.
Alle rimostranze del nostro redattore, che chiedeva
spiegazioni, lo stesso rispondeva: "Io non c'entro niente,
sono dell'altro ufficio e toglietevi qui davanti perchè
siete ingombranti". Di fronte a tale comportamento, dopo
aver fatto notare all'impiegato che quello spazio è
pubblico, tutti, spazientiti ed esasperati per la vana
attesa, continuavano ad attirare l'attenzione tornando a
suonare il campanello di quella porta che si era nuovamente
chiusa. Il problema comune dei presenti, dal nostro
redattore ascoltati, era il mancato ricevimento della posta
ormai da diverso tempo. Finalmente, dopo numerose
insistenze, con gli animi ormai esacerbati, sulla porta
compare un'altra persona, la quale chiede le generalità dei
presenti al fine di verificare se vi fosse posta in giacenza
a loro indirizzata. L'attesa continua. Nel frattempo
arrivano altri utenti, tutti con lo stesso problema. La fila
si ingrossa. Dell'impiegato nessuna traccia. Dopo una
ventina di minuti la porta viene nuovamente aperta da un
altro impiegato. Che cosa fa ? Con un foglio in mano,
dicendo che il suo collega era uscito, chiede nuovamente le
generalità dei presenti per quella verifica mai fatta. La
gente, spazientita, le fornisce nuovamente. Passano altri
venti minuti. L'operatore compare finalmente ai comuni
mortali con un mucchio di posta fra le mani. La prima cosa
che fa è chiedere un favore: "Chi abita nello stesso
palazzo, può ritirare e consegnare la posta degli altri
condomini?". Al naturale diniego degli utenti, sempre più
esterrefatti di fronte a tali atteggiamenti e richieste, si
limitava a distribuire la posta ai presenti. Quello più
evidente, restava il comportamento arrogante se non
maleducato degli impiegati, i quali non solo si dimostravano
infastiditi ma addirittura rispondevano con vari " non sono
l'unico impiegato delle poste", "cerchi un altro impiegato",
" fate quello che volete tanto a noi non fa niente nessuno".
La fila intanto continuava ad ingrossarsi, la gente
seguitava ad arrivare, come continuavano gli atteggiamenti
intolleranti, provocatori e maleducati di chi, preposto a
quel servizio, non lo sta ottemperando.
Questa è
stata una ordinaria mattina presso l'ufficio centrale di
Sezze. E' così in tutta Italia? Perchè non abbiamo motivo di
credere che i mali creati dalla "privatizzazione" siano
localizzati solo nel centro lepino. Fra le assurdità più
evidenti, che tante conseguenze economiche negative
generano, vi è l'assenza di timbro postale con tanto di data
sulle bollette di pagamento, che ormai arrivano scadute
obbligando l'utente, incolpevole, al successivo pagamento
della mora. E' come se ci si fosse messi d'accordo per
studiare i metodi più adatti per "fregare" il cittadino e
per rendergli la vita sempre più impossibile.
Ci risulta
che diversi utenti Telecom ad esempio, nonostante siano
clienti che puntualmente pagano da anni, senza ritardi, le
fatture, si siano visti di punto in bianco disattivare
l'utenza per morosità solo perchè non era stata loro
recapitata la fattura. O altri che si sono visti minacciati
di azioni legali per non aver pagato merce ordinata, ma mai
recapitata. E gli esempi potrebbero continuare.
Fino a
quando dovremo sopportare questa situazione assurda?
14/08/2208
Movimento Libero Iniziativa
Sociale -
www.lavocelibera
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