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Incapaci, capaci di tutto
PDL: più che partito del fare, partito degli incapaci.
Manifestamente incapaci, di intendere e di volere. Perché
quella macchina di efficienza sognata da Berlusconi non è
stata in grado di presentare la propria lista nella Regione
Lazio, circoscrizione di Roma. Così, infischiandosene di
leggi e di regole da loro stessi sottoscritte, dopo il
disastro i pidiellini urlano contro la "burocrazia",
appellandosi al presidente Napolitano perché tuteli la
"democrazia". Dalla Polverini a Berlusconi, passando per
Fini, è tutto un grido. Per Movimento Libero le leggi vanno
rispettate e fatte rispettare da tutti, in primis da chi
pretende di governare una nazione. Ma sono anche altre le
considerazioni da fare. Presi da discussioni senza fine su
chi doveva entrare in quel listino che rappresenta una
corsia preferenziale per andare in regione come consigliere,
addirittura senza competizione elettorale, preoccupati di
inserire questo o quel parente, questa o quella amica,
questa o quella amante, questa o quella moglie, i
responsabili del PDL hanno dimenticato firme, simboli e
quant'altro è richiesto per la presentazione delle liste. |
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Altro che orari non rispettati! E risulta particolarmente
vergognoso ed inopportuno l'appello rivolto al Capo dello
Stato dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, direttamente
interessato dalla vicenda in quanto sua moglie, Isabella
Rauti, è tra le privilegiate del listino. D'altronde non è
che fuori da esso le proposte siano migliori. Ovunque, nelle
diverse circoscrizioni provinciali, le candidature sono
state ricoperte dai papaveri di partito, più o meno
lecchini. Una storia tipica della politica italiana di
questi tempi, che dovrebbe contribuire a far aprire
ulteriormente gli occhi a quegli ultimi elettori in buona
fede che sono ancora disposti a recarsi alle urne per votare
personaggi che poi di loro se ne fregano. Puntualmente.
Personaggi come quel candidato romano che sta urlando contro
la malasorte e piangendosi addosso perché ha già prenotato
cene elettorali per centinaia di persone, che rischia di
pagare senza poter concorrere: bella motivazione politica ed
ideale! Purtroppo siamo arrivati a questi livelli. Al di là
della vicenda della mancata presentazione entro l'orario
fissato per legge, Movimento Libero sarebbe curioso di
sapere quanti e quali controlli vengono effettuati
relativamente, solo per fare un esempio, alle firme che
debbono corredare la presentazione delle liste. E ci
riferiamo ai grandi partiti, perché le pulci ai piccoli
vengono fatte. Come non restare interdetti quando vengono
trascinate fino al termine ultimo interminabili trattative
sulla composizione delle liste, vedendole infine, nel giro
di pochissimo tempo, chiuse con tanto di sottoscrizioni
autenticate? Nonostante stiano sopravvivendo grazie
esclusivamente ad una legge elettorale che consente ai
candidati dei grandi partiti (PDL e PD) di continuare ad
essere "eletti" non per capacità proprie, ma solo perché
alle altre forze politiche viene impedita in mille modi la
possibilità di una competizione paritaria, ora i massimi
sponsorizzatori del "sistema bipolare" restano vittime di
quella burocrazia da loro stessi creata.
1 Marzo 2010
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |
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