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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

La Democrazia e le sue regole

 

La democrazia senza regole prima o poi finisce, proprio nel suo significato più profondo.

Sempre se la democrazia,  è intesa  come governo del popolo, di libertà e di rispetto per gli altri, da parte in primis delle istituzioni. Innanzi tutto la chiarezza della legge elettorale in democrazia, deve far si che sia il popolo ad eleggere i suoi rappresentanti e non i partiti a proporre chi sarà eletto e dovrà essere il rappresentante popolare.

Questa è partitocrazia, che non ha bisogno di regole nette e chiare per arrivare al potere, così come qualsiasi forma di coercizione popolare, ha solo bisogno di potere, inteso nel suo significato più deleterio. Allora i partiti dopo aver  permealizzato le istituzioni, si impossessano dei gangli vitali dello Stato, in maniera invadente ricordano sempre e in tutte le forme al popolo, che il potere sono loro. I rappresentanti dello Stato si confondono con i partiti, le regole annegano nell'affarismo e anche le Forze dell'Ordine, vengono fagocitate in questa forma di potere a tutto svantaggio degli operatori seri, attraverso la possibilità di correre per questo o per l'altro colore.

Il tutto però allontana sempre più il bene comune dalla politica intesa come sua ricerca, e questo consente ai controllori di diventare controllori di se stessi; a loro è permessa una piccola fetta di potere locale, solo perchè dietro il ricatto della politica, essi possano diventare i "padroni"delle pubbliche strutture, a tutto vantaggio loro e dei loro "padroni".

Quando i voti derivanti da ricatti ormai istituzionalizzati, serviranno per far eleggere (sic!), i derivati dei loro "padroni",essi dovranno scattare, e presentare al potere la quantità del bottino elettorale rimediato. A loro è concessa diciamo così, una certa libertà di movimento, ma vigilata, ad essi è permesso di tutto, dal piccolo ricatto elettorale, alla facile carriera, per loro e per il loro parenti;

L'unica cosa che non gli è permessa, anche perchè la quantità di voti che gli viene concessa di rimediare, non và al di là del consiglio comunale, o al massimo di quello provinciale; l'unica cosa dicevamo ... che non gli è concessa, è credere che il potere politico che gli viene conferito, è frutto delle loro capacità, sia professionali che politiche.

Solitamente coloro in primis i professionisti, che accettano queste condizioni, sono delle vere e proprie metastasi per una società che ormai divorata dall'affarismo che ne deriva, e sensibile solo all'egoismo più sfrenato, non li riconosce più nemmeno come la malattia, che la porterà a sicura disfatta.

Le file chilometriche nella sanità, la mancanza di diritti per le persone oneste, la fallibilità del sistema fiscale, non sono più viste come un prodotto di questa "gentaccia", ma come qualcosa di dovuto a chi per amicizia ci fa credere che è meglio "obbedire" in fase diciamo così "elettorale".

Proprio così una democrazia senza regole, diventa sempre la dittatura di molti sui meno. In questo caso nemmeno è così, perchè sarà possibile grazie ad una legge elettorale liberticida, che nemmeno occorra più una maggioranza per governare, e come in tutte le dittature ... basta il potere.

Sezze 28 Aprile 2008

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