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La Destra di Mani Pulite
La Destra di Mani Pulite: è questa la tradizione politica e
culturale che resta nel nostro DNA. Quella Destra che fece
"resistenza" durante i lunghi anni del cosiddetto "Arco
Costituzionale", che attraversò, pagando con un altissimo
numero di morti, il periodo buio degli anni di piombo.
Quella Destra che si radunò intorno al Parlamento, agitando
nei confronti di una classe politica corrotta i guanti
bianchi, indossati da un popolo che aveva mantenuto alti i
valori dell'onestà e della moralità. Quella Destra che
sull'onda che spazzò via i partiti di Tangentopoli,
conquistò come MSI la città di Latina ed arrivò al
ballottaggio in metropoli come Roma e Napoli. Quella Destra
che nei primi anni della seconda repubblica sembrava voler
dare voce a milioni di italiani desiderosi di un reale
rinnovamento, tramite Alleanza Nazionale. Quella Destra si è
perduta, quel popolo è stato tradito e abbandonato. |
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Ora, un insieme di dirigenti benedetti da Silvio Berlusconi,
dopo aver fatto le proprie fortune personali e politiche, si
è ridotto a bruttissima copia del peggiore pentapartito.
Coloro che lanciavano monete contro Bettino Craxi
all'esterno di un noto albergo romano, ora ne sono diventati
i degni eredi. Noi che non abbiamo mai creduto negli
incasellamenti precostituiti della destra e della sinistra,
è anche quel percorso abbandonato che vogliamo riprendere.
Perché se i disastri di una politica nuovamente venduta
all'affarismo ed al tornaconto privato sono evidenti a
livello nazionale, sono ancora più evidenti a livello
locale, dove il trasversalismo vede spesso uniti i
protagonisti del panorama partitico bipolare. Dove, come più
volte evidenziato da Movimento Libero Iniziativa Sociale,
veramente a differenziare PDL e PD resta soltanto una L. Una
situazione caotica, chiara solo per chi con la politica vive
o sopravvive. Dove se a livello nazionale sembra essere
ormai divenuto inutile recarsi alle urne per eleggere
rappresentanti già decisi a tavolino, a livello locale il
meccanismo elettorale risulta ancora più perverso. Sono
state abolite le comunità montane? Sono state abolite le
provincie? Quanti altri enti inutili, occupati da politici
al doppio se non al triplo incarico, sono stati dismessi?
Quante auto blu sono state eliminate? Quanti lauti stipendi,
almeno dimezzati? La realtà è che la politica continua ad
alimentare se stessa. E se a livello nazionale si è trovato
un capro espiatorio in Berlusconi, a livello locale tanti
piccoli Berlusconi continuano a fare e disfare a proprio
piacimento, utilizzando i soldi del popolo. Il quale,
periodicamente, viene chiamato a confermare i privilegi di
lorsignori. E' troppo pretendere da chi nei primi anni
novanta aveva tante speranze, di ripensare a quel percorso
interrotto per rilanciare idee di alternativa?
15 Dicembre 2009
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |