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Lettera aperta al
Presidente Cusani
Non ci
siamo stupiti più di tanto nel leggere sui quotidiani
locali che secondo il Presidente della Provincia di Latina
Armando Cusani la mafia da noi è assente. Parola di
Presidente, non di Dio.
Forse
pensiamo di capire a quale tipo di mafia si riferisca: a
quella fumettistica, con la doppietta e con la coppola. Una
opinione che sembra cozzare contro la realtà dei fatti, ma
anche con l’opinione della Commissione Antimafia. Senza
voler tirare fuori delitti insoluti ( ma di Vincenzo Mosa
non parla più nessuno?), potremmo fare riferimento a fatti
più recenti, non ultimo il caso Fondi. |
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Ma poi il
Presidente Cusani vuol far credere agli amministrati che il
suo concetto di mafia sia ancora legato al luogo comune del
siciliano tutto baffetti, coppola e canne mozze? La mafia,
come ben sa l’illustre Presidente, è ben altro oggi: è una
holding che amministra imperi finanziari, investendo in
tutte le parti del mondo, provincia di Latina inclusa. Ed in
molti casi si identifica con il potere politico o con una
parte di esso. Non ci inventiamo niente nell’affermare che
tanti rappresentanti politici sono espressione della mafia,
come lo sono tante amministrazioni da essa condizionate. Non
solo: è un potere consolidato, talmente ramificato che
ottiene sistematicamente consensi crescenti da parte di
elettori fortemente condizionati e psicologicamente
sottomessi. Sono cose note, che Cusani ben sa. Stando alla
sua coscienza, se quelli con la coppola e la doppietta
fossero venuti a Latina per dei corsi di " aggiornamento",
avrebbero avuto modo di imparare come ottenere gli stessi
risultati senza colpo ferire. Non avrebbero dovuto neppure
correre quei rischi che per forza di cose la lupara
impone; avrebbero avuto insomma la possibilità di avere
risultati certi, senza sporcarsi le mani, ed il tutto in
maniera assolutamente legale, semplicemente impossessandosi
della politica.
Sono sotto
gli occhi di tutti abusi e soprusi che da noi avvengono con
frequenza giornaliera. Qui nella nostra provincia, fra una
fabbrica che chiude e l'altra, di certo ci sono rimasti solo
gli arricchimenti, per giunta leciti, di politici senza
scrupoli. Ed ora che sappiamo che intere famiglie gestiscono
la politica provinciale da tempo, stiamo tutti più
tranquilli. Tranquilli si, ma sicuri no. La sicurezza in
questa provincia ci è stata tolta , senza infrangere nessuna
legge (?), dalla politica,che impoverendo sempre più il
popolo sovrano (si fa per dire!), fa aumentare il potere
del ricatto, della paura e della incertezza, che porta
sempre all'omertà, al servilismo.
5 Luglio 2008
Movimento Libero Iniziativa
Sociale -
www.lavocelibera
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