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Noi non votiamo
Non voteremo. E' una decisione che abbiamo maturato nel
tempo. Ed é fortemente motivata. Ci asterremo dal recarci
alle urne, in sintonia, riteniamo, con tanti italiani,
stomacati dalla politica attuale. Saremo in tanti, di destra
e di sinistra, a non concedere legittimità a chi, facendo
credere di voler rappresentare gli interessi dei cittadini,
approfitta invece delle proprie cariche per fini meramente
personali, che niente hanno a che vedere con la gestione
della res publica. Vedi le loro facce campeggiare dai muri
delle nostre città. Sono tutti sorridenti e lanciano slogan
accattivanti. Di loro ci si può fidare, sono con noi,
insieme a noi, pensano al nostro futuro... Nessuno che dica
la verità. Una grande presa per i fondelli. Vorremmo che
finalmente qualcuno avesse almeno il buon senso di dire come
stanno veramente le cose: "aiutatemi a farmi gli affari
miei". L'unico segnale importante che può arrivare ai
rappresentanti di questa repubblica delle banane resta solo
il non voto. |
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Se saranno sommersi, come ci auguriamo, da una valanga di
astensioni, inizieranno a capire che c'è un solco profondo
tra loro ed il popolo. Che non ci rappresentano più, anzi
non ci hanno mai rappresentato. E tantomeno rappresentano
dei sistemi di valori, siano essi di destra o di sinistra.
Il PDL ed il PD meno la elle, sono dei gruppi di interessi,
nemmeno tanto contrapposti. Si legittimano a vicenda,
rappresentando le facce di una stessa medaglia. Si coprono a
vicenda, salvo alzare i toni di un finto dibattito in
occasione dell'appuntamento elettorale. Ma in fondo di cosa
parlano? Di piazze che non riempiono, di magistrati, di
intercettazioni, di mignotte, di travestiti e di cocaina.
Ben lontani sono i temi della disoccupazione, del lavoro,
della crisi economica, delle piccole e medie imprese che
chiudono, delle attività commerciali al collasso, di chi è
senza casa, di chi non riesce a mettere insieme il pranzo
con la cena, della sicurezza del cittadino, dei servizi che
fanno schifo, della sanità alla deriva, della violenza delle
nostre strade, dei giovani senza sbocchi, della scuola che
non funziona, della burocrazia che paralizza il cittadino,
del divario che si è nuovamente creato tra le classi
sociali, dei sempre più ricchi, pochi, e dei poveri che
aumentano, delle periferie degradate delle nostre città,
delle mafie, della droga, di un domani che appare sempre più
nero, di chi si suicida perché non ha più prospettive, di
chi sale sui tetti perché la sua fabbrica chiude, di chi non
ha nemmeno un tetto su cui salire, delle tasse che ci
strangolano, dell'acqua che viene fatta pagare come oro, di
una Italia in cui viene privatizzato tutto. Discorsi
qualunquistici e da comunisti? No, sono i temi che abbiamo
sempre affrontato da destra e non certo da ieri. Sono i temi
estranei ad una classe politica attenta esclusivamente a
garantirsi le poltrone per poter continuare a gestire a
proprio piacimento la cosa pubblica e le pubbliche risorse.
Ne sono testimonianza le tante inchieste di questi ultimi
mesi e di questi ultimi giorni. Tangentopoli non è mai
finita, la corruzione continua a governare il paese ed in
questa corruzione galleggiano i vari Berlusconi, Bersani,
Bossi, Fini, D'Alema, Prodi, Veltroni, Rutelli, Alemanno. I
cui figli non vivono certamente le drammatiche situazioni da
Movimento Libero Iniziativa Sociale elencate. Ne siamo
certi: nessuno di loro merita il voto. E l'astensionismo
attivo può essere un primo passo per il cambiamento.
22 Marzo 2010
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |