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Alla direzione de "Il Nuovo Territorio"
L'articolo, firmato da Sergio Corsetti, sulla situazione che
sta vivendo il Centrodestra setino, pubblicato in data 20
Gennaio sulla pagina di Sezze, merita alcune considerazioni
da parte nostra.
Tutto da sottoscrivere per quel che riguarda la non
rappresentatività attuale del PDL. Mancano però alcune
valutazioni fondamentali. Chi nella fase odierna lo vorrebbe
rappresentare, ne è distante per formazione politica,
culturale e mentale. In una città come quella di Sezze, che
per decenni ha subito l’egemonia comunista, che si è
tradotta in una sorta di totalitarismo soffocante, non è un
dato secondario soprattutto in termini di affidabilità
umana. Possono essere considerati “uomini di destra”,
politici dal percorso militante completamente opposto? |
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E' credibile, tanto per fare un esempio, un capogruppo del
PDL proveniente dal PCI, quindi nella segreteria provinciale
di Rifondazione Comunista, consigliere provinciale sempre
del PRC e comunale dello stesso, o un consigliere comunale
che, da comunista, è stato per anni assessore nelle giunte
di Giancarlo Siddera, o chi, proveniente sempre dal
socialcomunismo, è stato parte integrante nelle maggioranze
di Sinistra o grande elettore di Giovan Battista Giorgi? A
dire che personaggi di tal fatta non possano esserlo non
siamo noi, che a Destra abbiamo sempre militato, ma gli
elettori. Se la coalizione della Casa delle Libertà, con
candidato sindaco l'ex socialista Serafino Di Palma, dai
trascorsi di sostenitore delle giunte rosse, ha raccolto
nella sua globalità un misero 15 % alle comunali, qualcosa
vorrà pur dire. Vuol dire che gli elettori anticomunisti di
Sezze non si sono sentiti rappresentati. Giustamente. Se
altri, come noi, hanno sentito l'esigenza di prendere le
distanze da una coalizione che localmente stava diventando
esclusivamente un coacervo di interessi ed un mezzo di
riciclaggio politico per meri fini personali, anche questo
vorrà dire qualcosa. Se è vero, come si sottolinea
nell'articolo, che Sezze è stata per decenni una roccaforte
rossa, tanto da essere definita Stalingrado, è altrettanto
vero che qui fare militanza politica a Destra, in
particolare negli anni più "caldi" non è stato facile. Per
molti ha significato volere rappresentare, per farla
sopravvivere, una idea, una visione della vita e del mondo,
che veniva osteggiata da tutti. La nostra comunità lo sa,
come lo sanno anche quelle centinaia e centinaia di elettori
che dal MSI a Fiamma Tricolore o ad Alleanza Nazionale, nel
corso del tempo hanno sempre continuato a dare la propria
preferenza a dei simboli ben precisi. Perché non bisogna
dimenticare, ci sono i dati storici delle elezioni a
ricordarlo e chiunque può andare a visionarli, che in alcune
occasioni la Destra ha raccolto a Sezze anche più di 2.300
voti globalmente. Ed erano espressioni di voto molto
motivate. Oggi questa motivazione non c'è più. Nel momento
in cui alla politica degli ideali si è sostituita la
politica degli interessi, personaggi ben individuabili, che
attualmente si trovano a governare la città di Latina e che
hanno avuto la sorte, grazie ad un vento che cambiava ed al
sacrificio dei militanti, di andare a ricoprire
importantissime cariche istituzionali, hanno fatto di tutto
affinché nel più importante centro dei Lepini non emergesse
una classe politica rappresentativa, affidabile, seria ed
ancora sanamente idealista. Si è preferito affidarsi a chi
nella politica vedeva la possibilità di "svoltare", a chi
era pronto a vendersi per un piatto di lenticchie, a chi non
aveva problemi di coscienza a ritrovarsi insieme con coloro
che fino a ieri li osteggiavano e che opportunisticamente,
avendo fiutato il vento, cambiavano casacca ma non forma
mentis. Gente che naviga a vista e che si è subito persa per
essere sopraffatta da chi è certamente più "furbo" e
navigato. Oggi, come giustamente rilevato da Il Nuovo
Territorio, la situazione è quella fotografata dal
quotidiano. Il disastro attuale, perché di questo si tratta,
è ormai incontrollabile. Chi lo ha provocato non riesce a
gestire l'ingestibile e la Sinistra ringrazia. In questa
situazione, a dispetto di chi tanto si è prodigato affinché
dal panorama politico setino venisse eliminata la Destra,
cosa non riuscita nemmeno negli anni 70, occorre tornare ad
un impegno serio tendente a ricostruire il tessuto politico
ed umano che qualcuno preferirebbe dilaniato.
Sezze
21 Gennaio 2009
Movimento Libero Iniziativa
Sociale |