|
 |
O controllati o
controllori
Sezze, non certo per la prima volta, si ritrova al centro di
un problema che andrebbe risolto definitivamente se non si
vuole che incancrenisca ancora di più. Occorre andare subito
ai fatti. Due medici consiglieri comunali, che prestano
servizio presso il locale ospedale, hanno espresso
l’intenzione, solo oggi,di tirarsi fuori dalle commissioni
sanitarie di cui fanno parte. A nostro parere sarebbe invece
opportuno, visto che è su questo che si sta ragionando, che
si dimettessero da amministratori. Se non stanno tenendo in
considerazione questa possibilità, sarebbe il caso che
altri, sempre in ordine di opportunità, facessero chiarezza
e dicessero una volta per tutte se e quanto la loro
presenza in commissione abbia potuto arrecare vantaggi
elettorali |
|
Rimaniamo
del tutto contrari ai medici in politica per ragioni di
etica professionale e di incompatibilità ambientali dovute
proprio alla delicatezza del ruolo professionale che deve
sostenere il Medico ( quello con la M maiuscola),come
intendiamo sempre e comunque sostenere che fra il pubblico e
le politica debba esserci una chiara e netta distinzione,
che impedisca il sovrapporsi di ruoli e di funzioni, che
porta il controllato ad essere il controllore di se stesso.
Così come avviene in tutte le nazioni civili, dove la
politica non è carburante di di cricche e di interessi di
singoli, sempre in contrasto con quelli della collettività.
Non abbiamo nulla in contrario ai medici in politica, se non
dipendono dal pubblico. E' loro diritto di cittadini, ma
devono esercitare la loro funzione solo in forma privata, da
liberi professionisti.
In questo
contesto intendiamo rivolgere anche la nostra attenzione
verso quei componenti di corpi armati dello stato, che solo
da noi e in qualche nazione di chiara matrice dittatoriale,
possono essere politici e controllori della politica. Più
volte ci siamo chiesti il motivo che induce ad esempio un
finanziere o un poliziotto a fare politica e non siamo mai
riusciti a darci una risposta che potesse chiarircelo senza
per forza dover pensar male. Ebbene, quali funzioni in più
di un tutore dell'ordine ha un consigliere comunale? Cosa
può fare in più per la collettività diventando consigliere
comunale chi già ricopre le funzioni di finanziere,
carabiniere o poliziotto? Non lo sappiamo e nessuno fino ad
ora si è degnato di dircelo, al massimo abbiamo sentito il
solito ritornello che dice che chi fa politica la fa in
altro "presidio", dove non svolgerebbe le sue funzioni. Cosa
secondo noi che non risponde al vero, dato che è noto che i
carabinieri, i finanzieri, i poliziotti sono tali da
Trapani a Torino e il loro ruolo non ha altri confini che
quelli nazionali, come il loro servizio non dovrebbe essere
legato a tempi ed orari.
Non
crediamo di pretendere troppo se chiediamo che venga posto
questo problema a tutti i livelli, istituzionali, politici e
sociali, affinché le forze dell'ordine possano con
chiarezza, dal grado più alto a quello più basso, ergersi al
di sopra delle parti, non partecipando direttamente alla
vita politica di una società che deve essere difesa, oggi
più che mai, anche da certa politica che tanti mali ci
provoca.
Questo ci
è dovuto, anche per onorare il lavoro, la dignità, la
coscienza, di quelle migliaia di operatori che tutti i
giorni prestano il proprio servizio in ospedali, procure,
tribunali, caserme.
30
Giugno 2008
Movimento Libero Iniziativa
Sociale -
www.lavocelibera
|