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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Paese reale e paese legalizzato

Di questi tempi se ne sentono di tutti i colori circa il disagio sociale che ormai si vive in Italia. Secondo alcuni la colpa sarebbe dell'odio profuso a piene mani da una parte o dall'altra dello schieramento politico, secondo altri delle mancate riforme,  del sistema giudiziario che sarebbe  sull'orlo del collasso o delle leggi ad personam. E forse qui si incomincia a centrare il problema, anche se andrebbe affrontato da un’ottica più vasta. Perché non parlare di leggi “ad personas”, cioè al plurale? Che cosa rappresenta ad esempio il sistema elettorale? La legge elettorale riesce da sola ad interessare  cinque o sei persone,  padrone incontrastate del cosiddetto sistema democratico. Non si riuscirebbe ad immaginare un’altra  repubblica parlamentare i cui rappresentanti non vengono scelti dal popolo, ma nominati dai capibastone.  Che parlamento è mai questo in Italia?  Come può dar vita ad una assemblea capace di legiferare nell'interesse della collettività piuttosto che di quello dei capipartito?

Con una cortina di fumo si tenta di far credere che il presidente del consiglio sia stato eletto dal popolo:  un inganno, perché in una vera repubblica presidenziale il premier viene eletto direttamente dal popolo e non dalle camere e non si ha questo numero elevato di parlamentari. Ne bastano molti di meno.  In Italia il parlamento viene scelto a casa di 5 o 6 personaggi. Eppure si continua ad affermare il contrario. E la politica? Ecco, è questa quella che manca. Questa è il grande assente. Da qui il vero disagio. Si parla sempre di qualcosa che non esiste, si cercano e si moltiplicano attacchi personali. Ma d'altra parte di cosa si potrebbe parlare? Del fatto che abolendo la preferenza siamo in mano a cinque o sei padroni? Che in Italia migliaia e migliaia di posti di lavoro ogni giorno vanno in fumo? Che i nostri prodotti e la nostra manodopera  non sono più competitivi? Che milioni di famiglie sono sul lastrico? Di ammortizzatori sociali che non tengono in nessun conto i milioni di disoccupati ai quali è riservata al massimo qualche coperta da qualche associazione di beneficenza? Che il lavoro in Italia secondo la costituzione è un diritto, ma  viene negato a milioni di italiani? Dei migliaia di euro che annualmente vengono sprecati per mantenere politici senza scrupoli?  Il vero disagio è il baratro che si è creato tra paese reale e paese legale. Anzi sarebbe il caso di dire: reso legale da una serie di leggi ad personas. Più che legale, legalizzato.  I vari governi ed amministrazioni (da quello centrale a quello più periferico) rappresentano in realtà nemmeno la metà degli elettori.  A votarli sono sempre in meno. Anzi, sono sempre di  meno coloro che continuano a farsi prendere in giro andando a tracciare la croce su un simbolo, dietro il quale si nascondono nomi scelti a tavolino. Lorsignori vanno a governare, a conti fatti, con appena  il 30% dei voti, avendo contro il 70% della popolazione.  E’ il paese reale il loro vero disagio, quello non legalizzato. E fino a quando, grazie a leggi elettorali perverse, resteranno padroni del potere, non potranno né dovranno mai dire che il paese reale è con loro.

11 Gennaio 2010

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