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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Dondi, Giorgi e Palazzo Roma

Nessuno meglio di Giovan Battista Giorgi sa come sta la questione Dondi, se non non altro per il fatto che la sedia di consigliere comunale ce l'ha da sempre sotto le terga. Quindi c'era anche quando la ditta di Rovigo è arrivata a Sezze. E la Dondi a Sezze, insieme a quelli del PCI e del PSI, ce l'ha portata anche lui. Siamo perciò sicuri di poter dire che meglio di Giorgi nessuno sa. Eppure, proprio in questi giorni, quando il caso è riesploso a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato "irragionevole" l'articolo 14 della legge Galli, lui si interessa del "Palazzo Roma". Per chi non lo sapesse, dovrebbe essere la struttura in Via Roma dove è ospitato l'ufficio commercio. Per intenderci, a pochi metri dal palazzo che un tempo ospitava l'Ufficio Registro (questo si, bisognoso di interventi risolutivi) e che è a rischio crollo.

Innanzitutto ci sembra anomalo questo grande ascendente di Giorgi sul consiglio regionale: lui che consigliere regionale non è, sarebbe stato in grado di ottenere il finanziamento per la ristrutturazione. Proprio Giorgi ,che quando lo è stato non è che abbia brillato per i grandi fondi fatti arrivare a Sezze. Ma tant'é: a sentirsi umiliati dovrebbero essere i vari Moscardelli e Di Resta, rappresentanti del PD alla Regione Lazio, che, evidentemente, contano meno di chi alla Pisana non siede. Non vogliamo pensare che certi argomenti vengano tirati fuori ad orologeria per oscurarne altri. Certo però, vedere passare in secondo piano una questione come quella della gestione Dondi, a causa della quale il Comune rischia il dissesto finanziario, a favore di argomenti ameni, lascia interdetti. D'altronde conosciamo il forte "ascendente" di Giorgi su certa stampa locale. Quando si parla di lui, se ne deve parlare solo bene. Come dimenticare i silenzi dei giornali provinciali sulla vicenda Astral, quando ad occuparsene era solo un quotidiano nazionale? Come dimenticare le paginate di solidarietà a suo favore, quando dell'argomento non avevano nemmeno riportato una virgola? Ma le cose stanno così. A Sezze riesplode il caso Dondi, noi tiriamo fuori la questione del fondo vincolato, e Giorgi fa parlare del "Palazzo Roma". Una vecchia volpe,un pesce in barile o uno che sbaglia i tempi amministrativi? Semplicemente uno che sa il fatto suo. Anzi i fatti suoi. In conclusione sottolineiamo che fu proprio Giorgi, all'epoca presidente del consiglio comunale, a negare l'autorizzazione per un referendum consultivo sulla gestione Dondi.

Sezze 27 Novembre

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