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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

 

Renata Polverini, il Gatto e la Volpe

Renata Polverini è già in campagna elettorale. A Latina arriva insieme al Gatto ed alla Volpe. Cioè, con il senatore Claudio Fazzone, quello dei balbettii ad Anno Zero e con il sindaco Vincenzo Zaccheo, quello dei silenzi sulle vicende fondane. Ci rifiutiamo di credere che la Polverini, donna intelligente, voglia fare la parte di Pinocchio, ma in tutta onestà é quello che sta rischiando. La ormai ex segretaria UGL, consegnatasi alla politica, non avrebbe certo bisogno di biglietti da visita e tanto meno di accompagnatori. E' figura ben nota e le piazze si riempirebbero comunque solo per il suo nome e la fama che ha conquistato da valida sindacalista.

Ma evidentemente o non ha buoni consiglieri, oppure ha una visione errata delle vicende politiche e degli scandali che hanno interessato il territorio pontino nella sua interezza, ma in particolare il comune di Fondi, balzato agli "onori" delle cronache nazionali per connubi tra politica e delinquenza. Come già sostenuto da Movimento Libero Iniziativa Sociale, la candidata alla presidenza della Regione Lazio del PDL, avrebbe la capacità di intercettare voti di una fascia di elettorato orientata a destra, ma finora astensionista a causa, in particolare, di un consociativismo spartitocratico benissimo rappresentato da chi oggi la affianca a Latina. Renata Polverini avrebbe dovuto approfondire e studiare a fondo la realtà amministrativa di questo territorio, proprio alla luce dei più recenti accadimenti. Non ci sembra che lo abbia fatto o che lo stia facendo, se nel suo tour viene affiancata da quel senatore del PDL, padre-padrone del sud pontino, protagonista anche degli sconsiderati attacchi al Prefetto Bruno Frattasi, ora "promosso"per essere trasferito altrove. Non lo fa, quando lascia riempire la sua lista o il suo listino con i soliti nomi che da 15 anni in qua hanno fatto il male della provincia di Latina, utilizzando i posti occupati più per arrivismi personali che non per il bene comune, consegnando la politica a intere "famiglie", dai Tiero ai Forte ai Cirilli (giusto per non andare oltre ...). Ci stupisce, altresì, la linea assunta da certa stampa locale, fino a ieri fortemente critica nei confronti di determinati personaggi sempre in riferimento alle suddette vicende. Se ieri Fazzone, come factotum del PDL provinciale e fondano, era l'incarnazione del "male", oggi al fianco della Polverini va bene? Cosa è cambiato? In realtà qui parliamo dello "sterco del diavolo", di interessi e di fortune personali, di operazioni finanziarie, di alberghi, di ville principesche, di società che fruttano mentre le industrie perdono posti di lavoro. E la Polverini può rappresentare, per chi il proprio tornaconto vuole continuare a salvaguardare, quella "faccia pulita" che per loro è una boccata d'ossigeno, ma per gli elettori l'esca di una trappola.

5 Gennaio 2010

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