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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Santa Chiara: da università a centro immigrati

"Qui si tollerano troppe cose: questa è una casbah di tolleranza" (Totò le Mokò, 1949). E veramente, con l'ultima pensata del consigliere provinciale di Latina e comunale di Sezze del PD, Enzo Eramo, la misura è colma. A che cosa  si riferisce Movimento Libero Iniziativa Sociale? Ad un centro di accoglienza per immigrati che si vuole realizzare nel Monastero delle Clarisse, in fase di ristrutturazione da troppi anni, struttura fra le più imponenti del centro storico di Sezze, al cui complesso è annessa la chiesa barocca di Santa Chiara. Un insulto per la storia di questa città, ormai interessata da un fenomeno inarrestabile di  immigrazione che si sta trasformando, per la sua portata, in una vera e propria invasione. Una iniziativa irresponsabile,quella di Eramo, che viene presa quando, ad esempio, il sindaco PD di Venezia Massimo Cacciari pone un freno all'apertura di kebab nella sua città, che ne risulterebbe stravolta.

Ci stiamo riferendo ad un emendamento proposto in occasione del bilancio provinciale 2010, tramite il quale, il consigliere PD chiede di incrementare  di 5 milioni di euro il finanziamento da destinare al completamento dei lavori che interessano il monastero setino. Edificio per il quale  sono stati finora spesi prima miliardi di lire ora milioni di euro, senza che il progetto venga ultimato. Rammentiamo agli amministratori dell'ente comunale ed a quelli dell'ente provinciale, che i lavori infiniti partirono, illo tempore, con uno scopo sbandierato ai quattro venti e pubblicizzato per ogni dove: l'edificio sarebbe stato utilizzato per scopi universitari. Sezze avrebbe ospitato una qualche facoltà. Furono scomodati anche alti funzionari dell'Università La Sapienza di Roma,in pellegrinaggio a Sezze insieme ai soliti politici locali per sponsorizzare il progetto. Un progetto che resterebbe tuttora valido e che potrebbe rappresentare una svolta importante per tutto il centro storico e non solo. Ma l'incapacità manifesta di gestire progetti di tale portata, testimoniata da un prolungamento infinito dei lavori e da un utilizzo incontrollato ed incerto delle risorse, il brancolare nel buio relativamente ai fini dell'opera, che da polo universitario si trasforma in centro di accoglienza per immigrati, sono la fotografia perfetta di una classe politica che ha condotto Sezze nel baratro. Ma il progetto non doveva essere conforme ad una destinazione d'uso? Come è possibile immaginare che esso sia stato approvato e finanziato senza sapere dove andare a parare e a che cosa l'opera sarebbe servita? Come è possibile che le istituzioni finanzino un fiume di denaro senza avere ben chiaro l'uso che si dovrebbe fare dell'opera? Possibile che la destinazione d'uso a struttura universitaria sia compatibile con quella di un centro di accoglienza? Sono interrogativi legittimi, a cui si debbono delle risposte. Interrogativi che rivolgiamo a chi ha funzioni di controllo sugli atti pubblici. Questo per quanto riguarda il lato politico-amministrativo. Per quello sociale, Movimento Libero denuncia l'ennesimo tentativo di snaturare il tessuto della città di Sezze, la sua storia, la sua cultura e la sua identità, non tralasciando i risvolti in termini di ordine pubblico. Sfidiamo la classe politica di Sezze nella sua interezza a portare un solo esempio di edificio storico e monumentale, destinato, in un paese qualsiasi, a centro di accoglienza.

6 Dicembre 2009

Movimento Libero  Iniziativa Sociale - lavocelibera.it