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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Strade di sangue e Regione Lazio

Che Francesco Storace, ex presidente della Regione Lazio, non abbia avuto niente da ridire, nel corso della conferenza sulla sicurezza stradale tenuta nel liceo G. B. Grassi di Latina, al presidente Astral Giovan Battista Giorgi , non stupisce. D'altronde il carrozzone presieduto dall'esponente pontino del PD è stato messo su proprio da lui, Storacker. Il doppione dell'Anas è stato riempito di amici, di amici degli amici, di figli degli amici, di figli degli amici degli amici, di nipoti, di fratelli, ecc. ecc. Tutte persone, senza ombra di dubbio, particolarmente ferrate in materia. La sinistra lo criticò pesantemente per la gestione clientelare. Salvo poi, con la presidenza Marrazzo, gonfiarlo a propria volta. Naturalmente con persone altrettanto competenti, se non di più.

Così agli amici di Storace andarono ad aggiungersi gli amici di Piero. Non quelli che frequentava altrove. Che cosa potrebbero rinfacciarsi, dunque, Giorgi e Storace? Così quest'ultimo, a fronte delle morti quotidiane sulle strade laziali ed in particolare su quelle pontine, non ha trovato di meglio che lamentarsi dei cartelloni pubblicitari delle auto ad alta velocità. Secondo lui è questa la causa di tutti i mali della viabilità: eliminate le pubblicità, risolto il problema. Un colpo di genio. L'altro male? Le inaugurazioni in periodo preelettorale, cioè quelle in cui lui stesso era maestro negli anni della presidenza. Naturalmente Giorgi gongola. Perché in tanti, a cominciare da Francesco Storace, se ne vedono bene dall'intervenire, non potendolo fare per i noti scheletri nell'armadio, sulla vicenda della gestione nepotistica dell'Astral. Un'azienda che di tutto si è occupata, meno che della sicurezza stradale, stando ai numeri relativi ai numerosissimi e gravissimi sinistri. Tutto quello che è riferito ai problemi della viabilità passa in secondo piano, nel nome di una gestione che deve garantire, per l'una o per l'altra parte politica, clientele e quindi rientri elettorali. Ci stupisce il fatto che quando si parla di alta incidentalità non si facciano i nomi ed i cognomi dei veri responsabili di una situazione che costa tantissimo in vite umane e sangue versato. Perché quando ci si riferisce ai numeri delle vittime non venga chiamato in causa, ad esempio, il presidente Astral. Se questa azienda deve garantire la sicurezza e la sicurezza non viene garantita, a chi addossarne le responsabilità? Stando alle cifre diffuse a scopi propagandistici, in questa regione vengono investiti milioni e milioni di euro per le strade. Ma se le vie del Lazio, come la Flacca, la Pontina, la Nettunense, la Cassia, il Raccordo Anulare, sono le più pericolose d'Italia, se non d'Europa, questi soldi come vengono spesi? Se continuano ad essere eccessivamente insicure, non sarebbe il caso di porsi la questione relativa alle capacità tecniche di chi deve intervenire ed alle capacità gestionali? Invece nessuno parla e gli esponenti degli schieramenti fintamente contrapposti continuano a coprirsi a vicenda, con buona pace delle tante vittime della strada. Così possono continuare  a presenziare, senza vergogna, le inaugurazioni di cui sopra, strategicamente organizzate, più che in occasione delle tornate elettorali, in orari prossimi a quello del pranzo.

25 Marzo 2010

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