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TIBET LIBERO
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Prima una distruzione
capillare, fisica e spirituale. Poi, decenni più tardi, una
distruzione più sottile, subdola, fatta di turismo, deturpazione
urbanistica, attacco alla lingua, colonizzazione forzata. Il
regime comunista - capitalista cinese ha propagandato l'attacco
al cuore della cultura tibetana come " liberazione pacifica del
Tibet ". Ed il cuore della cultura tibetana è la religione, con
i suoi monasteri. La " rivoluzione culturale cinese " ha
significato per il Tibet principalmente una distruzione
sistematica dei monasteri. |
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Templi rasi al suolo, o peggio
trasformati in stalle o porcili; testi sacri distrutti o
vilipesi. La rivoluzione è stata una ferita profonda per questa
cultura, che è stata attaccata, sradicata, profanata. Negli
ultimi 20 anni i monasteri sono tornati a popolarsi, ma il tutto
è avvenuto sotto il rigido controllo della Cina. Spesso è stata
solo una rinascita di facciata, mentre è proseguito l'attacco al
cuore della identità tibetana innanzitutto con la colonizzazione
forzata. Gli Han, grazie ad una politica di facilitazioni
economiche, sono stati spinti ad insediarsi in Tibet. Ma è gente
che non ha nessun amore per il Paese, che non si trova bene ad
abitare ad una altitudine alla quale non è abituata. Sono
attirati dal miraggio del guadagno. La Cina ora pensa a
sfruttare il turismo. Con quale risultato? Il vero volto della
religione tibetana è stravolto per fare posto ad una facciata
edulcorata, esotica.
I tibetani, a dispetto
dell'occupazione cinese, hanno conservato e conservano un forte
senso della propria identità. Non si sono mai mischiati con i
cinesi, i matrimoni misti sono rarissimi. Spesso non mandano i
figli a scuola perchè lì studierebbero solo il cinese e i
tibetani non desiderano che i loro figli diventino cinesi. Il
fatto che in casa propria vengano trattati da cittadini di serie
B, che subiscano una forte disparità economica: è stata anche
questa la molla principale della rivolta. Della quale gli attori
principali sono i giovani, che a loro volta hanno trascinato i
monaci. Sono i giovani ad avere acquistato grazie alla
alfabetizzazione delle zone rurali, grazie ad Internet, una
consapevolezza nuova. Gli eventi dei giorni scorsi hanno aperto
un conflitto insanabile. Siamo dinanzi ad una frattura
drammatica, ma l'asimmetria tra le forze in campo è talmente
spropositata che la situazione appare senza speranza. I tibetani
sono 6 milioni, i cinesi oltre un miliardo.
E dopo i giochi olimpici sul
Tibet calerà il silenzio. Lo stesso del nostro occidente, vile
con i potenti, forte con i deboli.
Sezze 20
Aprile 2008
lavocelibera.it - MOVIMENTO LIBERO INIZIATIVA SOCIALE
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