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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Un Pinocchio d'oro al sindaco di Sezze

Il sindaco di Sezze Andrea Campoli travisa la realtà e parla con lingua biforcuta. Ciò che tenta di spacciare come grandi novità sulla gestione del servizio idrico da parte della Dondi Spa, sono dati ben noti, ma tenuti  nascosti nel corso degli anni a discapito dei cittadini, stretti in una morsa tra amministrazione comunale e gestore del servizio, fortemente uniti contro gli utenti. Il sindaco ha tirato fuori dal cassetto una vicenda riferita agli indiscriminati aumenti tariffari, fatti applicare dalla concessionaria 14 anni fa con la connivenza-complicità di chi amministrava, cioè i DS con i loro alleati. Siccome la realtà non va travisata, va ricordato al primo cittadino, che di quella forza è sempre stato parte integrante e quadro dirigenziale, che contro gli aumenti tariffari, nel corso degli anni 97 / 98 / 99 fu organizzato dalla destra locale un forte movimento civico di protesta, finalizzato alla tutela dei diritti degli utenti.

Nel 1997 la concessionaria si attivò per aumentare le tariffe. Andando contro gli impegni assunti con la convenzione, contro le delibere dell'UPICA di Latina, contro le tariffe del CIPE, "adeguò" le stesse, praticamente triplicandole. Il tutto avvenne con la connivenza dell'amministrazione comunale, che approvò gli "adeguamenti"  proposti dalla Dondi. Sulla vicenda pendeva altresì una attesa decisione del TAR. In forza di ciò vennero raccolte centinaia di firme dai militanti di destra. In data 10 Maggio 1999 fu presentata al sindaco Giancarlo  Siddera ed al presidente del consiglio  Titta Giorgi, entrambi DS, una petizione corredata da 800 firme, con la quale si chiedeva che il consiglio comunale si impegnasse a discutere un punto finalizzato alla  sospensione della applicazione delle tariffe idriche così come aumentate sulla base delle delibere della giunta comunale del Dicembre 1997 e l'indizione di un referendum consultivo sulla gestione Dondi .  Qualche giorno dopo, in data 17 Maggio 99, fu inviato un dettagliato documento al Comitato Naz. Vig. Risorse Idriche, al Ministero Industria Artigianato Osservatorio prezzi e tariffe, al Ministero Bilancio Programmazione Economica, nonché alla Prefettura di Latina, tramite il quale centinaia di cittadini chiedevano la sospensione dell'applicazione degli aumenti  e l'apertura di una inchiesta sulla gestione dei servizi relativi ai cicli idrico e fognario del comune di Sezze. Due giorni dopo, il Comitato per la Vigilanza sull'uso delle Risorse Idriche, preso atto della petizione pubblica, inviò una missiva al comune di Sezze invitandolo " a riferire per mezzo di apposita dettagliata relazione corredata della necessaria documentazione, sullo stato della predetta gestione". L’ente comunale  non ha mai dato seguito alla richiesta, come, per bocca dell'allora presidente del consiglio Giovan Battista Giorgi, non concesse la possibilità di andare al referendum, negando un diritto sacrosanto ai cittadini. Nonostante questo ostracismo la mobilitazione continuò con azioni di protesta civica: quando iniziarono ad arrivare le stratosferiche bollette maggiorate, in tanti si rifiutarono di pagare l'aumento vessatorio, autoriducendole  e continuando a pagare secondo il vecchio tariffario. Oggi, a quanto pare, una scontata sentenza del TAR viene a confermare la validità di quella battaglia. Nel frattempo però, dimentica di dire Andrea Campoli, i cittadini di Sezze sono stati vessati e spremuti come limoni dalla concessionaria, grazie all'atteggiamento connivente, complice e volontariamente omissivo delle amministrazioni comunali di Sezze, che hanno permesso che continuassero ad essere applicate delle tariffe assurde. Il tira e molla cui fa riferimento Campoli, vi fu, però tra noi ed il Comune  che spalleggiava la Dondi Spa di Rovigo, non tra ente locale e concessionaria, come si tenta di far credere. L'attuale sindaco che cosa ha il coraggio di fare oggi? Si appropria di tesi da lui e dalla sua parte politica sempre ostracizzate ed ostacolate in tutti i modi possibili ed immaginabili, facendo balenare l'idea di stare dalla parte degli utenti, quando nella realtà, e questo è provato, è sempre stato dall'altra parte, dalla parte dei privati che si sono impadroniti dell'acqua dei sezzesi, portati qui da comunisti e socialisti. Quando noi facevamo le battaglie contro la Dondi, lui, con il suo partito, la difendeva. Quello che oggi spaccia per novità alla stampa locale, turlupinandola, non è altro che la rielaborazione artificiosa ed interessata dei nostri documenti. Documenti che venivano sistematicamente e volutamente ignorati. Se fossero stati tenuti in considerazione, i cittadini di Sezze non sarebbero stati sottoposti al pagamento di bollette esagerate nel corso di tutti questi anni. Caro sindaco Pinocchio, ma quale class action! La verità è che l'ingiusto esborso di denaro dalle tasche dei sezzesi  l'avete provocato voi, insieme ai vostri compagni di percorso  che ora si riciclano altrove con grande faccia tosta. La stessa che avete voi facendo certe dichiarazioni. E se oggi il TAR interviene, lo fa sposando la ragioni dell’UPICA, cioè quelle che noi sostenevamo, e non certo quelle del Comune, che non si era opposto agli aumenti. Anzi, li sosteneva. E siccome le prese in giro non ci piacciono, la sfidiamo ad un confronto pubblico con noi, così la gente potrà valutare chi dice la verità.

Sezze 21 Aprile 2010

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