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Zappalà non è assessore
pontino
Non diciamo che la montagna ha partorito il topolino perché
sarebbe troppo scontato. Come scontatissima è la nomina ad
assessore regionale del pidiellino Stefano Zappalà. Sarebbe
questo il rappresentante dell'area pontina, della provincia
di Latina, alla Regione Lazio? Zappalà è probabilmente
l'uomo più distante dalle problematiche di questo
territorio. Uomo di Fazzone? Uomo di Berlusconi? Sicuramente
uno che non può rappresentare le genti di queste aree, anche
elettoralmente. Non possiamo dimenticare che il neo
assessore di Renata Polverini è stato in un recente passato
il sindaco dimissionato del comune di Pomezia, a seguito
della sua fallimentare e discussa gestione commissariata. E'
stato candidato, non eletto, al Parlamento Europeo. |
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Ma, soprattutto, candidato al consiglio di un piccolo comune
come quello di Sabaudia, non votato dai cittadini e quindi
anche qui non eletto. Che cosa può rappresentare Stefano
Zappalà? Probabilmente rappresenta soltanto degli interessi
che non conosciamo, forse gli stessi intorno ai quali ha
costruito la sua "carriera" all'ombra della politica.
L'ingegnere siciliano, tanto per rinfrescare la memoria a
chi può averlo dimenticato, è lo stesso tecnico di cui si
sentì parlare ai tempi dei famigerati "cavalieri
dell'apocalisse", palazzinari ben noti all'ex sindaco di
Latina Vincenzo Zaccheo, che della vicenda, per conto del
MSI, si interessò. In seguito, stranamente, tanti percorsi
individuali distanti sono andati ad intersecarsi e di alcune
"storie" non si è più parlato. La Polverini, al momento, ci
sta apparendo se non sprovveduta, almeno poco informata o
informata male. Possiamo capire che una donna che arriva
direttamente dall'impegno nel sindacato possa ben conoscere
le problematiche del lavoro, ma non altrettanto bene i
meccanismi di certa politica. Però è apparsa poco "libera"
ed accorta nelle nomine effettuate, lasciandosi condizionare
non poco dalle pressioni dei soliti gruppi, quelli che da
troppi anni stanno influenzando pesantemente la vita
amministrativa di larghe fette del territorio regionale e di
quello pontino in particolare. Ecco perché ci appare
riduttiva la polemica "Fazzone si Fazzone no, Zaccheo si
Zaccheo no". Farebbe bene, la governatrice del Lazio, a
svincolarsi da certi condizionamenti, che potrebbero
impedirle di sviluppare politiche per il territorio
indirizzate verso i cittadini ed a sfavore di certe
oligarchie, cancro di questa regione. L'invito, che arriva
da chi alle ultime elezioni si è schierato per il non voto,
è a liberarsi quanto prima, se ne ha la volontà e se ne avrà
la capacità, da quei gruppi di potere e di interesse che in
campagna elettorale e nel dopo elezioni le hanno dettato
l'agenda ed a quanto pare continuano a dettargliela. Arduo
far bere ai cittadini della provincia di Latina, che in più
occasioni lo hanno bocciato, la favoletta di uno Stefano
Zappalà che possa rappresentarli in Regione. Ci arriva voce
che a Frosinone, giustamente, si lamentano per la decisione
di non inserire nella squadra degli assessori uno
proveniente dalla Ciociaria. Ebbene: tra Zappalà e nessuno,
per Latina sarebbe stata preferibile quest'ultima soluzione.
Almeno quelli di Frosinone non sono stati presi in giro con
un nome fittizio.
28 Aprile 2010
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |