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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Alla redazione di Latina Oggi

L'articolo sul MOF a firma Giovanni Stravato, pubblicato in data 3 Febbraio, sollecita alcune considerazioni. Se non altro perché il comune di Fondi, per tutte le note vicende che ne hanno fatto un caso di interesse nazionale, è ormai più o meno direttamente al centro delle polemiche da mesi. Una vera e propria patata bollente che viene utilizzata, di tanto in tanto, a seconda delle opportunità, da questo o quell'esponente politico, di centrodestra o centrosinistra. Le polemiche hanno interessato e direttamente coinvolto anche dei magistrati che operano nella Procura di Latina. Senza entrare nel merito della questione, che andrebbe definitivamente chiarita nelle giuste sedi, ci preme però sottolineare, evidenziandolo per l'opinione pubblica, l'atteggiamento quantomeno "strano" che hanno assunto personaggi istituzionali di rilievo.

Se è vero che a pagarne le conseguenze in termini politici potrebbero essere il presidente della provincia Armando Cusani ed il senatore Claudio Fazzone, entrambi punte di diamante del PDL, sembra anomalo che loro compagni di partito come l'onorevole Gianfranco Conte ed il sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo usino anch'essi l'argomento polemicamente. Parliamo di gente che insieme sta governando queste zone ormai da 15 anni, prima come alleati, adesso in qualità di rappresentanti addirittura della stessa forza politica ( è stato lo stesso Fazzone a sottolineare che Forza Italia ed AN non esistono più, ma esiste solo il PDL). E quello stesso Ministero degli Interni dal quale si aspetta da tempo un definitivo pronunciamento sul caso, con relativo scioglimento o non del comune di Fondi, è nelle loro mani. Ne è ministro il leghista Roberto Maroni, alleato di governo del PDL. Eppure la stessa Lega Nord sta utilizzando la questione strumentalmente. Gli esponenti locali del partito del ministro, presente il senatore Stiffoni, hanno invocato l'intervento ministeriale come se questo dovesse arrivare da Marte. Insomma, se la cantano e se la suonano. Tutto questo avviene nel silenzio della controparte, quel centrosinistra che sta brillando per buonismo. Ma il senatore Claudio Fazzone, che è stato e continua ad essere l'oggetto principale delle critiche, perché non scende autorevolmente in campo nei confronti dei suoi compagni di partito?  Perché non chiede, tramite una chiara interrogazione indirizzata al ministro competente, la definitiva chiusura del caso? Perché non interviene presso il primo ministro Silvio Berlusconi chiedendo che ponga fine una volta per tutte a questo teatrino che sta facendo ridere mezza Italia? Si tratta di un atteggiamento ambiguo, come resta ambiguo quello del centrosinistra, che sembra non affondare. E' un buonismo di facciata o bisogna leggervi dietro qualcos' altro? Perché in una provincia così combinata non sarebbe azzardato parlare, di fronte a tali episodi, di palese consociativismo. Forse andando a scavare a fondo in tutta la vicenda, che analizziamo solo dal lato politico, potrebbero emergere connivenze, sempre politiche, inaspettate? Premesso che non ci attendiamo chissà cosa dal PDL, i cui esponenti sembrano afflitti dalla sindrome di Stoccolma, una levata di scudi ce l'attenderemmo da gran parte dell'opinione pubblica, la quale dovrebbe rendersi conto che in provincia è in atto una guerra per la leadership del PDL. Una guerra anomala: con esclusione di colpi.

3 Febbraio 2009

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