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Che fine ha fatto la
politica?
L'esempio più significativo di dove voglia andare a parare
certa politica "contro", é rappresentato dal percorso de
"L'Altra Faccia della Politica", il movimento che fa capo al
consigliere regionale Fabrizio Cirilli. Nata come coalizione
alternativa rispetto a quella capitanata dal sindaco di
Latina Vincenzo Zaccheo, comunque nell'ambito del
centrodestra, e sviluppatasi con prese di posizione
fortemente contrapposte a quelle del PDL, si sta risolvendo
in un salto della quaglia: l'altra faccia della politica, in
attesa di entrare nella Costituente di Centro di Casini
(UDC), nel frattempo appoggia la lista di Michele Forte,
schierata alle provinciali con il presidente uscente Armando
Cusani (FI). Tanto tuonò che piovve! Tutto quel casino, per
ritrovarsi al punto di partenza. Cosa non si fa per
sopravvivere! Le elezioni amministrative per il rinnovo del
presidente e del consiglio provinciale di Latina sono
caratterizzate da una caotica contrapposizione di candidati
e liste. |
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In particolare meraviglia gli osservatori quanto sta
accadendo nell'ambito del centrodestra. Al PDL ufficiale,
quello di Armando Cusani e Claudio Fazzone, si contrappone
un altro centrodestra, quello di Gianfranco Conte e Giuseppe
Ciarrapico. Ad entrambi si contrappone la lista della Lega,
guidata da un ex democristiano, Panzarini. Naturalmente
ognuno di questi schieramenti ha le sue buone, se non ottime
ragioni. Chi all'insegna della continuità di governo, chi
all'insegna di un presunto rinnovamento di un governo che
fino a ieri appoggiava. Visto quanto è successo con il
movimento di Cirilli, le speranze di reale innovazione nella
gestione della cosa pubblica appaiono se non nulle, alquanto
scarse. Sono in molti a ritenere che ad urne chiuse i
protagonisti delle polemiche affatto costruttive di questi
giorni di campagna elettorale, torneranno a fare nuovamente
"squadra". Naturalmente ognuno troverà la motivazione giusta
per farlo. Si tratta in fondo di una situazione
paradossalmente favorita soprattutto dall'assenza di una
opposizione reale. Diciamolo chiaramente: il PD a Latina non
esiste. Così a dettare i tempi della politica resta il solo
PDL, che non solo governa le amministrazioni, ma si fa anche
opposizione. Questo certamente non è un vantaggio per un
sistema che si vorrebbe democratico. Preoccupa altresì il
fatto che il centrosinistra e le sinistre in genere, non si
occupino minimamente della costruzione di una alternativa
governativa. Come se si fossero abituati, se non addirittura
assuefatti a questa situazione di fatto, appaiono rassegnati
ad una sorta di monopartitismo del quale loro stessi fanno
parte, con funzioni da comprimari. In fondo tanti esponenti
di spicco della loro coalizione continuano a sopravvivere, e
bene, in questo status quo.
Il panorama politico generale della provincia di Latina,
insomma, è tale che non invoglia certamente gli elettori a
recarsi alle urne. Mai come oggi la classe politica appare
lontana dalla società civile, dalla gente comune. Quando per
strada, nelle piazze, nei bar, si sente dire "sono tutti
uguali", la frase, che fino a poco tempo fa poteva apparire
qualunquista, non suscita più fastidio nemmeno in chi, come
noi, ha sempre partecipato attivamente alla vita politica.
Che occorra tornare a discutere di politica vera ed a fare
politica vera, non è solo necessario, ma indispensabile.
Naturalmente con attori diversi. Fino a quando questo non
avverrà, ognuno di noi elettori, tra le diverse possibilità,
potrà scegliere anche quella di non votare.
30 Maggio 2009
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
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