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Da meditare ...
Non è anomalo che nel variegato panorama politico della
città di Sezze, nella quale sono presenti tutti gli
schieramenti rappresentati nel Parlamento nazionale,dal PDL
al PD passando per le formazioni cosiddette minori, solo un
Movimento come il nostro, che opera in maniera del tutto
indipendente rispetto ai partiti, si trovi a difendere
quelli che sono gli impegni istituzionali? Ci riferiamo al
"Giorno del Ricordo", quel 10 Febbraio che dal 2003, per
legge, viene dedicato ai Martiri delle Foibe. A Sezze non
solo si è venuto meno al doveroso riconoscimento con
adeguate commemorazioni, ma addirittura il sindaco Andrea
Campoli con una rappresentanza consiliare anche del
centrodestra, ha dato vita ad una iniziativa che niente
aveva a che vedere con le Foibe. L'operazione,
proditoriamente portata a termine, è stata finalizzata
palesemente a sovrapporre ad una immane tragedia che ha
sconvolto la nostra Nazione ai suoi confini orientali dal
1943 al 1947- 48, con migliaia di Italiani trucidati e
350.000 nostri connazionali che hanno dovuto lasciare come
profughi le loro case e le loro terre, una triste vicenda
che ha visto coinvolto, nel 1945, un cittadino di Sezze. |
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Con tutto il rispetto che deve essere portato ai morti, i
quali in alcun modo vanno discriminati, dobbiamo però
denunciare la scelta del primo cittadino che è stata, in
maniera evidente, assolutamente strumentale. Essa non ha
avuto niente a che vedere con il rispetto dovuto ad un
morto, ma così come portata a termine è stata del tutto
strumentale. Il sindaco rappresenta le Istituzioni ed in
tale veste è obbligato a tenere, in termini di pacificazione
nazionale, atteggiamenti che uniscano piuttosto che
dividere. Così non è stato a Sezze. Andrea Campoli non ha
rispettato l'impegno istituzionale ad onorare il "Giorno del
Ricordo". E' grave che nella città, ma anche nell'
Amministrazione provinciale di Latina, dove il sindaco di
Sezze è consigliere, nessuno abbia censurato pubblicamente
l'accaduto. Grave che dai vertici provinciali del PD ma
soprattutto del PDL (da sottolineare, ancora una volta, che
nella manifestazione del sindaco erano presenti anche
esponenti del centrodestra) non siano state prese le giuste
distanze. Grave che nessuno, tranne Iniziativa Sociale, si
sia indignato per tali fatti. Qualcuno ha cercato di
replicare alle nostre prese di posizione. Come? Contestando
le cifre relative agli infoibati o tentando di inquadrare
quei tragici avvenimenti in una situazione storica
particolare, come se le stragi, a seconda delle motivazioni
che muovono gli stragisti, possano trovare delle
giustificazioni. Premesso che 10.000 sono stati i morti
accertati, trucidati in Istria, Dalmazia, Venezia Giulia, in
modo orrendo dalle milizie partigiane iugoslave appoggiate
da comunisti italiani, che 350.000 sono stati i profughi,
che è stato storicamente accertato essersi trattato di una
"pulizia" etnica e politica finalizzata all'annessione di
quelle terre italiane alla Jugoslavia di Tito, ci si muove
comunque in un terreno dove tanti continuano a fare
illazioni, proprio perché per decenni è stata negata la
verità. Cosa che rispondeva ad un preciso disegno politico,
che prevedeva anche l'occultamento delle prove. Ai 10.000
infoibati accertati, quanti altri ne corrispondono di non
"provati"? Tanti storici arrivano a contarne fino ad altri
20.000. Quale era l'aria che si respirava in quei giorni
grazie all'azione del PCI? Nelle stazioni italiane dove
passavano i treni pieni delle famiglie dei profughi, si
impediva alla Croce Rossa di portare acqua e latte ai
bambini, si organizzavano manifestazioni ostili, si sputava
addosso a gente che aveva perso tutto dopo avere conosciuto
l'orrore. L'atteggiamento tenuto da Andrea Campoli richiama
alla mente le scellerate scelte del PCI nel dopoguerra. Da
meditare.
Sezze
16 Febbraio 2009
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |
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