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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Dalle palafitte ai "palaloculi"

Soldi sborsati  per una assegnazione "provvisoria". Finché l'amministrazione comunale non troverà una "soluzione". E' stato veramente "illuminante" l'intervento chiarificatore, per modo di dire, nel consiglio comunale di Sezze, dell'assessore ai Lavori Pubblici Pietro Bernabei ( lo stesso dell'antenna fatta posizionare sulla sommità del Palazzo Comunale, in pieno centro storico) sulla ultra ventennale vicenda dei loculi e delle cappelle edificate su una falda acquifera, quella di Fonte Puzziglio, adiacente l'area cimiteriale di Via Bassiano. Un vero colpo di genio quello dei progettisti, dell'Ufficio Tecnico e dell'amministrazione comunale setina, che, facendo orecchie da mercante nei confronti di chi, l'MSI all'epoca, denunciava una situazione di evidente incompatibilità edificatoria, connessa ad una ancor più evidente realtà ecologica, faceva scempio di un bosco spontaneo di querce, della loro storia (era, secondo la leggenda, il giardino di Frà Bonifacio) e del loro valore ambientale,  se ne infischiava delle falde acquifere e procedeva nella realizzazione di un progetto assurdo nei suoi presupposti.

Ad oltre venti anni di distanza, il consiglio comunale di Sezze nella sua interezza è ancora incartato in questa situazione tragicomica e fantozziana, che ha arrecato un danno irrimediabile all'ambiente, un vero e proprio disastro ecologico e notevolissimi danni alle tasche dei cittadini ed a quelle pubbliche. Come si poteva facilmente arguire già qualche decennio fa, i manufatti, edificati sulle acque, imbarcano inevitabilmente umidità, con tutto quello che ne consegue. Bernabei minimizza, quasi prendendo in giro tutte quelle famiglie che, anche a costo di notevoli sacrifici, hanno pagato profumatamente per posti cimiteriali rivelatisi "palaloculi" e "palacappelle". Pur riconoscendo l'evidenza della presenza in loco di sorgenti (ma quando nella seconda metà degli anni '80 facemmo presentare interrogazioni parlamentari dai deputati missini Giulio Maceratini ed Evelina Alberti sul progetto, nessuno ci dette ragione), l'assessore "competente" ha avuto la brillante idea di affermare che forse con una guaina isolante (sic !) si potrebbe ovviare al problema e la faccia tosta di dichiarare che quella presente nei manufatti non è umidità, ma "condensa". Fatto sta che del caso, senza trovare ancora vie d'uscita, a nostro parere introvabili, si stanno interessando i tecnici della ditta appaltatrice, i quali con il prezioso apporto di quelli comunali hanno azzardato accenni ad una eventuale "canalizzazione" delle acque. Un'assurdità, perché in tal modo si andrebbe a provocare  un ulteriore dissesto idrogeologico ad una importante porzione del territorio. E poi: ma se Bernabei parla di una semplice "guaina", sufficiente ad eliminare quella che lui chiama "condensa", perché tutto questo ambaradan?

Movimento Libero Iniziativa Sociale intende stigmatizzare l'assurdità di tutto il dibattito sulla questione. Le responsabilità politiche e tecniche di un progetto carente nei suoi presupposti appaiono evidenti. E' grave che i politici di Sezze seduti in consiglio comunale continuino a recitare in un teatrino che vede i cittadini presi continuamente in giro. La cosa chiara in tutta la vicenda è che numerosissime famiglie hanno pagato per dei posti cimiteriali che non si sa se e quando verranno definitivamente assegnati e con quali garanzie di integrità. L'altra cosa chiara è che si continua a parlare del sesso degli angeli senza che nessuno, sia esso un tecnico o un amministratore, venga chiamato a rispondere per i notevoli danni provocati, a distanza di circa venticinque anni dall'inizio dei lavori.

Un altro fatto va sottolineato: nel corso del consiglio comunale convocato ad hoc, l'assessore Bernabei ha fatto uno scorretto riferimento alla "piazza", che farebbe a suo dire solo "chiacchiere". Premesso che nella "piazza" ci sono anche i cittadini defraudati di un loro diritto e quelli che permettono agli amministratori di ricevere gli emolumenti ed i privilegi  di cui godono a Sezze ( come i note book, i telefonini e le loro relative ricariche), è scorretto il riferimento generico a chi non può rispondere nel contesto del consiglio ed offensivo il disprezzo dimostrato nei confronti del popolo, che continua a pagare come Pantalone.

Sezze 25 Maggio 2010

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