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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Dondi, ancora bufale

Class action, petizione popolare, pagamenti che non si sarebbero dovuti effettuare, inquinamento ambientale, depuratori che non funzionano ... e chi più ne ha più ne metta. Un deja vu : un film già visto. Come la sentenza della Cassazione riferita al comune di Gragnano ( Na). Cose già sentite, ripetute e messe nero su bianco. Da noi. Spacciare per "scoop" argomenti di cui già un anno fa, come riportato da tutta la stampa locale, parlava Iniziativa Sociale restando inascoltata, sa tanto di "pacco". O quantomeno lascia intandere a quale livello sia arrivata la malafede di taluni amministratori. Ai vari Antonio Vitelli o Serafino Di Palma ricordiamo che raccolte di firme tra i cittadini sono state già fatte. Presso il Comune di Sezze è stata depositata diversi anni fa, quando Di Palma amministrava insieme a Giovan Battista Giorgi ed Antonio Vitelli era assessore al bilancio, una petizione popolare sottoscritta da un migliaio di utenti con la quale si chiedeva che la gestione da parte della Costruzioni Dondi Spa di Rovigo dei servizi relativi ai cicli idrico e fognario nel comune di Sezze venisse sottoposta a referendum. La richiesta fu "democraticamente" respinta con un "niet" definitivo.

Quando, molto prima di Vitelli, abbiamo tirato fuori la sentenza della Cassazione tramite la quale è stato sancito il principio che laddove la depurazione non viene effettuata l'utente non deve pagarla, non abbiamo trovato interlocutori. Tanto meno tra coloro che oggi vorrebbero fare i paladini sulla questione Dondi. Quando la destra di Sezze si batteva contro un depuratore che tutto faceva tranne che depurare, anche tramite pubbliche denunce, l'ex candidato sindaco della Casa delle Libertà stava dall'altra parte della barricata. Per non parlare dell'attuale consigliere comunale del PDL Vitelli, ex esponente di spicco del Pci - Pds - Ds. Non vogliamo con questo certamente portare acqua al mulino dell'attuale amministrazione di centrosinistra, ma solo invitare a riflettere. Chi siede in consiglio comunale o tra i banchi assessorili recita un teatrino ormai evidente. A seconda di dove i diversi rappresentanti decidano di schierarsi vengono tirate fuori strumentalmente determinate argomentazioni, buone sempre. Quando stanno in maggioranza difendono la Dondi, quando stanno in minoranza brandiscono la questione come una spada di Damocle. Tanto per rendere l'idea, sono anni, purtroppo, che denunciamo il caso relativo al cosiddetto lodo - Dondi, che sta esponendo pericolosamente le casse comunali. Quando lo facevamo, nel silenzio di tutti, riportando anche le relative cifre del buco, venivamo accusati di allarmismo. Oggi tutti, compreso quelli che ci definivano allarmisti, si sono resi conto che è una questione più  che reale. Basta poi fare una ricostruzione storica della vicenda, andare a rileggerne gli atti: vi sono responsabilità trasversali. Tanti tra quelli che hanno consegnato per trenta anni nelle mani della ditta di Rovigo l'acquedotto comunale, siedono ancora tra gli scranni della massima assise cittadina. A carte mischiate però, magari con uno scambio di sedie, dalla sinistra alla destra e dalla destra alla sinistra. E' tutto poco serio e poco credibile. Come credere a chi ieri osteggiava le nostre raccolte di firme ed oggi vuole farsi promotore di petizioni? Come credere a chi solleva come novità assoluta argomentazioni da noi sollevate da mesi?  Come credere a chi ha sottoposto i cittadini alle angherie che tutti conosciamo ed oggi se ne lava le mani?

24 Ottobre 2008

Movimento Libero  Iniziativa Sociale - www.lavocelibera