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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

... e le Stelle stanno a guardare

La pressione che sta esercitando Movimento Libero Iniziativa Sociale in merito alla delicatissima questione dello stato dell'arte di numerose opere pubbliche a Sezze, fatta sentire anche a livello regionale tramite il Gruppo Radicale del Lazio, comincia a dare i suoi frutti. Il sindaco Andrea Campoli, in una recente conferenza stampa, per giustificare in qualche modo la situazione di stallo in cui esse versano, non ha trovato di meglio da dire che "molte opere avviate sono rimaste incompiute per il fatto che non abbiamo ancora ricevuto i finanziamenti per portare a chiusura e collaudare tali lavori". Giustificazione quantomeno risibile perché, dall'Anfiteatro di Piagge Marine al Monastero delle Clarisse, dalla struttura del Tennis Club al Palazzo di via Pitti, è un fiume di milioni di euro quello che ha sommerso il Comune del più importante centro collinare lepino.

Piuttosto si chiarisca ai cittadini come queste ingenti somme sono state utilizzate e chi di competenza vada a verificare, in quanto, a tutt'oggi, nonostante le richieste più volte indirizzate agli amministratori locali, provinciali e regionali , non si è mai rendicontato, dettagliatamente, opera per opera. Una delle situazioni più assurde appare quella che interessa il Monastero delle Clarisse, posizionato nella centralissima Via Cavour, interessato da circa quindici anni da lavori infiniti, costati alla comunità non si sa bene quanto. Perché si potrebbero anche fare i conti della serva, ma nel merito gli interessati non hanno mai fornito delucidazioni. Si tratta, comunque, di cifre molto rilevanti: si è partiti dai miliardi di lire, per arrivare agli attuali milioni di euro. Ma l'opera è ancora lì, non terminata, eterno Pozzo di San Patrizio. E proprio in questi giorni che cosa ci tocca leggere sulla stampa locale? Alcune dichiarazioni del consigliere provinciale del PD Enzo Eramo: "Al momento, senza una destinazione d'uso è impossibile chiedere qualsiasi tipo di finanziamento". Il consigliere si riferisce, dopo tutti questi anni, ai lavori inconclusi del Monastero ed ai tentativi di ulteriori richieste di finanziamenti, per portarli a termine. Premesso che non molto tempo fa la stampa locale diede notizia di ennesime elargizioni ammontanti a circa un milione e mezzo di euro, appaiono assolutamente fondate le perplessità sollevate nel passato da MLIS, proprio riferite alla destinazione d'uso. Come é stato possibile indirizzare su questa opera ingentissime somme di denaro pubblico, senza sapere nemmeno a cosa fosse destinato? Non è tuttora lecito continuare a chiedere, come già da noi fatto in diverse occasioni, come si sia potuto accedere ai finanziamenti ed a che titolo siano stati erogati?

Un capitolo a parte, e noi stiamo seguendo la questione a tutti i livelli da molto vicino, lo meritano i lavori devastanti che stanno interessando l'Anfiteatro di Piacentini, abbattuto con le ruspe per fare posto ad un ecomostro. In questi giorni abbiamo letto, sempre sulla stampa locale, notizie riferite ad esternazioni alquanto estemporanee di qualche consigliere comunale in sede di commissione comunale, a quanto pare raccolte anche da qualche assessore. Estemporanee perché parlare, oggi, di "project financing", a opera  non si sa bene come e perché finanziata, ma non terminata, tramite Docup, appare non solo assurdo, ma assolutamente improponibile: a che titolo entrerebbero i privati in un'opera pubblica che sarebbe stata autorizzata per ben altri scopi? Se l'abbattimento dell'importante struttura preesistente non rispondeva ai requisiti dell'erogazione dei Docup (finalizzati alla tutela ambientale e dei beni storico archeologico-artistici), tantomeno vi corrisponde l'ingresso del privato.

Le attuali vicissitudini su cui si sta incartando l'amministrazione Campoli, stanno a testimoniare chiare difficoltà nel vano tentativo di giustificare l'ingiustificabile. Ne è ulteriore riprova il fatto che nel territorio comunale di Sezze altre opere importanti si bloccano o hanno destini quantomeno inspiegabili, dai lavori che interessano la SR 156 a quelli che riguardano ed hanno riguardato l'Ospedale San Carlo.

15 Marzo 2011

Movimento Libero  Iniziativa Sociale - lavocelibera.it