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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

L'anfiteatro originale.
Inizia lo scempio.
Anche il campo da calcio viene distrutto.
Lo stato attuale dei lavori.
Il cemento immerso nel verde.
Cartellonistica. I lavori dovevano terminare nel 2006...
 
 

 

Un ecomostro al posto dell' Anfiteatro

Sezze, provincia di Latina: siamo nel cuore del Lazio,a 75 Km. da Roma. La città ha radici antichissime,che vanno più in là di quelle della capitale. Il centro collinare dei Monti Lepini è conosciuto anche per una Sacra  Rappresentazione che si tiene annualmente in occasione del Venerdì Santo. Una manifestazione che ha anch'essa radici che vanno in là negli anni e che ha sempre richiamato migliaia di persone. Nei primi decenni del secolo scorso, dopo il ripetuto, enorme successo della manifestazione, si avvertì la necessità di edificare un grande teatro all'aperto per rappresentarla dal vivo, essendo ormai troppo anguste le strade del paese per sostenere l'afflusso dei visitatori. Proprio allora fu presentato alla Cassa per il Mezzogiorno un progetto a firma " Piacentini - Aschieri - Aiuti" destinato a risolvere la questione. Dopo l'espropriazione del terreno in località Piagge Marine, fu posta la prima pietra per la costruzione di quello che sarebbe diventato il più grande Teatro Sacro Italiano. Siamo nel dopoguerra e l'avvenimento ebbe risalto su tutti i quotidiani dell'epoca. Il Teatro poteva contenere svariate migliaia di spettatori e centinaia di attori in quello che era uno scenario naturale. Non solo la natura conservata e selvaggia offriva il Calvario rappresentato da una collinetta che sovrastava la pianura Pontina e l'Uliveto del Getsemani, ma la stessa opera architettonica, l'Anfiteatro con le sue gradinate, appariva "naturale", in quanto appoggiata sul dorso di una collina rispettandola e non creando fratture con l'ambiente, nel quale era perfettamente inserita, tanto che diverse specie selvatiche, tuttora protette, trovavano nell'area un habitat naturale. Il teatro nel corso degli anni ha ospitato troupes cinematografiche, manifestazioni teatrali, musicali, culturali ed un campo sportivo, rappresentando una struttura unica nel suo genere in tutta Italia.   

Il popolare Anfiteatro di Sezze è stato punto di riferimento per tali importanti attività per decenni, tanto che la stessa APT  ( ex Ente Provinciale del Turismo) di Latina predispose un progetto di ristrutturazione per il suo recupero e  valorizzazione, del costo di 300.000 Euro, a dimostrazione che con  investimenti minimi  la struttura avrebbe potuto continuare a svolgere la sua importante funzione come punto di richiamo per importanti manifestazioni di ogni tipo. Il progetto fu approvato dai diversi enti interessati, per essere poi inspiegabilmente accantonato. Va precisato che esso avrebbe permesso la conservazione della struttura nella sua integrità e dell'ambiente che la ospitava, mantenendone tutte le potenzialità, anche in capacità di posti.

Oggi l'Anfiteatro di Sezze non esiste più.  E' un ricordo che continua a vivere  solo in qualche fotografia  e nella mente di chi lo ha visitato. La monumentale struttura è stata rasa al suolo dalle ruspe. Al suo posto, in una collina ormai definitivamente devastata, sta  sorgendo un ecomostro. Accantonato il progetto dell 'APT, che non si sa che fine abbia fatto, si sta realizzando un nuovo progetto, che nella tabellonistica si è voluto forzatamente indicare come di " Ristrutturazione" . Sembra  assurdo che un complesso monumentale ben inserito nell'ambiente, capace di ospitare fino a 12.000 spettatori, sia stato abbattuto per un progetto dall'impatto ambientale devastante, che prevede la riduzione a soli 2.000   posti. Tutto questo a costi  elevatissimi, il cui ammontare preciso ancora non è lecito conoscere. Lo scempio interessa l'Unione Europea, la Regione Lazio, la Provincia di Latina, Il Comune di Sezze.  Il primo cartellone in cantiere riportava come unica indicazione quella riferita al DOCUP  OB   2000 / 2006 per un impegno contrattuale di 760.000 Euro. 

 

Ricordando che il Comune di Sezze è stato commissariato per circa un anno,  non possiamo non sottolineare alcune dichiarazioni in merito rilasciate dal Commissario Prefettizio Dott. Leopoldo Falco, il quale parlò di ulteriori  finanziamenti che sarebbero stati richiesti alla Regione Lazio e dell'accensione di non meglio specificati mutui. La "ricerca" di soldi rafforza i dubbi su tutta l'operazione.  Prima che venisse aperto il cantiere di Via Piagge Marine , tutte le autorità locali furono ampiamente rese edotte  ed investite di interrogativi:  E' stato rispettato l'iter procedurale?  Ci sono i Nulla Osta della Sovrintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali?  Ci sono le perizie Idrogeologiche?  Che fine ha fatto il progetto predisposto dall'APT?  Perchè è stato accantonato  nonostante fosse a minor costo e impatto?  Quale è il progetto finanziato?  Per quale importo?  Dove sono i finanziamenti?  A quanto ammontano?  Chi sono gli Enti erogatori?  Perchè non viene fornito un dettagliato rendiconto delle spese e della loro congruità?  I lavori dovevano terminare entro il 12 / 06 / 06,perchè sono tuttora in corso?  Sono state adottate le penali?  

Da notizie di stampa si è potuto apprendere che il progetto sarebbe stato ridisegnato in uno studio romano dove lavorava un giovane professionista di Sezze.  Così  da un progetto iniziale si sarebbe arrivati all'attuale, senza tener conto del fatto che quello dell'APT  di costo notevolmente inferiore, realizzabile in un solo stralcio e rispettoso della struttura esistente e dell'ambiente, era già stato approvato dal Consiglio Comunale di Sezze e dalla Regione Lazio.  Fu lo stesso Commissario Prefettizio ad affermare nel corso di una conferenza stampa le seguenti parole riportate dai quotidiani: " Le spese per le opere pubbliche sono sovradimensionate", riferendosi ai lavori dell'Anfiteatro.  Premesso che ciò sarebbe già stato sufficiente a giustificare un intervento delle istituzioni  indirizzato all'Autorità Giudiziaria , l'interrogativo che permane è inquietante.  Cosa si intende per sovradimensionamento?  Sono state previste opere il cui finanziamento è superiore al loro reale valore?  La spesa prevista è eccessiva?  Come è stata ottenuta la copertura finanziaria?   Sempre in quella sede si parlò di ulteriori 550.000 Euro dalla Regione e dell'accensione di un mutuo di 250.000 Euro per continuare i lavori.  Ma se si tratta di un progetto finanziato attraverso il DOCUP per un importo, a quanto pare, di oltre  1.100.000 Euro, cosa è successo?  Come è stato possibile indebitare il Comune per un progetto interamente finanziato dalla Comunità Europea?  Che fine ha fatto questo fiume di denaro?  E' stato ingoiato dalla voragine aperta dove era l'Anfiteatro?  Ormai triplicati i finanziamenti, è tutto regolare?  Era anche previsto che gli stessi triplicassero?  

 

E' GIUSTO CHE TUTTO CIO' SIA AVVENUTO?                                                  

 

SARA’  L’ ISTITUZIONE  DEL NULLA  A FARSENE  CARICO?

 29 dicembre 2007

 

MOVIMENTO  LIBERO  di  Iniziativa  Sociale