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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Ecomostro, solo silenzi e disinformazione

In merito alla questione "ecomostro", quella cioè relativa alla distruzione dell'Anfiteatro di Piacentini finalizzata alla edificazione, nella stessa area (zona Piagge Marine, Sezze LT), di una struttura che ha alterato e violentato ambiente e paesaggio, andando evidentemente a cozzare contro le finalità dei finanziamenti Docup, diretti al recupero ed alla valorizzazione di siti ed opere, sono indispensabili alcune precisazioni. L'interrogazione indirizzata al governatore del Lazio Renata Polverini dal Gruppo Radicale ( prot. n. 306 del 25/ 1/ 2011), tesa a fare luce su tutta l'operazione, dal progetto ai finanziamenti, è a tutt'oggi senza risposta, è rimasta inevasa. Appaiono quindi azzardate le dichiarazioni di chi da per scontato, senza che ancora siano stati resi noti atti e procedure dagli organi competenti, che esistano regolari autorizzazioni. Ai silenzi istituzionali, vanno a contrapporsi quelli che allo stato dei fatti possono apparire solo pettegolezzi.

Non ha prodotto atti il sindaco di Sezze Andrea Campoli, come non ne produsse Lidano Zarra, primo cittadino ai tempi dell'abbattimento con le ruspe della struttura, non ne ha prodotti il presidente della provincia di Latina Armando Cusani, non ne sta producendo l'attuale Giunta Regionale, come non ne produssero quella di Marrazzo e quella di Storace. A questi silenzi aggiungiamo una nota, diciamo così, di colore: Campoli ha forse dimenticato, quando non era ancora sindaco ma consigliere provinciale, l'interrogazione rivolta a Cusani per avere delucidazioni sulla vicenda? Ora anche lui rispetta il più rigoroso riserbo. MLIS, insieme ai consiglieri regionali del Gruppo Radicale, Rossodivita e Berardo, attende risposte e documentazioni ufficiali, atti e non chiacchiere. Altre voci fatte circolare artatamente per sollevare polveroni e deviare dalla questione delle responsabilità e dell'utilizzazione dei cospicui finanziamenti arrivati a Sezze tramite Docup, sono solo pretestuose e strumentali, nemmeno meritevoli di considerazione o discussione in quanto amministrativamente e legalmente improponibili. La realtà dei fatti è che alla città di Sezze ed alla sua popolazione, amministratori cinici hanno sottratto, distruggendolo, un patrimonio inestimabile. Una struttura, quella dell'Anfiteatro, che poteva essere recuperata con una spesa parecchio limitata rispetto ai milioni di euro ora sperperati, riportandola alla piena funzionalità del passato. Solo l'abbattimento dell'ecomostro, con il ripristino dello status quo e la chiara individuazione delle responsabilità politico-amministrative, potrebbe ridare vita non solo a quell'area, ma a tutta una città, nel segno di un rinnovamento anche delle coscienze.

25 Marzo 2011

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