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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Fare chiarezza sull'ex Monastero

L'ultima abbiamo avuto modo di apprenderla in questi giorni: una facoltà di Agraria e Veterinaria. Solo l'ultima, che arriva dopo una sfilza di "proposte" più o meno bislacche. Perché per quello che era il Monastero delle Clarisse, imponente struttura nel centro storico di Sezze, si era andati dall'ostello al carcere, dal centro raccolta immigrati al centro ricerche, modello Erice, e chi più ne ha più ne metta. L'unica cosa certa è che dopo l'acquisizione dello stabile da parte della Provincia di Latina e l'avvio, ormai ultradecennale, di lavori finalizzati a non si sa bene cosa, in pratica senza una destinazione d'uso, questi non sono stati ultimati e continuano a proseguire tra uno stop e l'altro. Un'altra di quelle opere che rappresentano bene non solo la Fabbrica di San Pietro, ma soprattutto il Pozzo di San Patrizio. Dall'inizio dell'opera ad oggi è enorme il flusso di denaro che la sta interessando, dai miliardi di lire iniziali ai milioni di euro attuali. Con gran piacere, evidentemente, di chi ne sta traendo vantaggi economici.

Non certamente della comunità dei cittadini, che si stanno trovando di fronte all'ennesimo dispendio di risorse ed a tante chiacchiere che portano a niente. La sensazione che Movimento Libero Iniziativa Sociale ha è che queste, periodicamente tirate fuori, siano finalizzate a guadagnarsi qualche titolo di giornale ed a sollevare polveroni. Perché il vero scandalo è quello cui abbiamo accennato: non è tollerabile che da anni si proceda con attività edili che rappresentano un costo notevole per la collettività senza che nessuno ne risponda e fornisca chiarimenti. Come è stato possibile aprire questo cantiere senza sapere dove andare a parare? Perché gli interventi estemporanei dei rappresentanti politici sulla destinazione d'uso, che continuano oggi insieme alla pubblicizzazione di un cosiddetto "concorso di idee", lasciano chiaramente intuire che fin dall'inizio si è brancolato nel buio. La sensazione che si ha, soprattutto dopo aver sentito parlare in diverse occasioni anche di messa in sicurezza della struttura, è che comunque in qualche modo si debba procedere. In questo contesto, allora, sarebbe fondamentale, al fine di fare chiarezza su lavori che sollevano tante perplessità, rendere pubbliche le relazioni tecniche dei vari responsabili unici di cantiere (RUP) che si sono avvicendati nel corso dell'operazione. Il consigliere provinciale  Enzo Eramo e l'assessore del comune di Sezze Remo Grenga, che stanno sponsorizzando l'idea della facoltà universitaria, farebbero bene ad attivarsi, al di là del dibattito più o meno sterile circa una ipotetica destinazione, al fine di rendere trasparente tutta la situazione che riguarda l'ex Monastero, dai progetti ai tempi certi per la loro realizzazione, dai soldi effettivamente spesi alle richieste di ulteriori finanziamenti. Diversamente ci troveremmo di fronte a tentativi di distrazione dell'opinione pubblica, nel silenzio di una classe politica compiacente.
 

Sezze 16 Novembre 2011

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