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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Fini: ma vaff...

L'ultima uscita di Gianfranco Fini non ci ha stupito. Chi sia, e quanto tenga esclusivamente alla propria carriera politica, lo sappiamo da tempo. Che veda un valore nell'antifascismo è perfettamente coerente con la sua incoerenza. Non ci stupiamo e non spenderemo una parola su di lui. Ci preme però evidenziare il contesto nel quale le sue affermazioni sono state rilasciate. Nell'ambito cioè, della festa del movimento giovanile della "fu" AN. In un ambito quindi prettamente partitico, anche se di un partito in via di scioglimento, nel silenzio generale. Ormai è evidente che tutti dentro AN mirano a restare in ginocchio, ben allineati e coperti, sperando nelle solite briciole.Ma qualcuno, anche nella provincia di Latina, tenta di far balenare l'idea che ... " si vabbè, però ... ".

Niente di che, solo una commedia delle parti. D'altronde, soltanto pochi mesi fa, il sindaco alleanzino di Latina, Vincenzo Zaccheo, dopo anni di reducismo, non svelò l'arcano di un papà partigiano, del quale in precedenza si sapeva soltanto che ha rivestito la divisa dell'Arma? A lui, combattente nel territorio fra Sermoneta e Norma (in pratica la zona del Vallone di Bassiano) non ha fatto dedicare una caserma ad Aprilia? Siamo però testimoni personali di serate trascorse insieme, quando era segratario provinciale dell'MSI, non certo esaltando la figura del partigiano. Altri tempi? Abbiamo letto le dichiarazioni di Stefano Galetto e di Giuseppe Mochi, due personaggi " in carriera" sempre ben attenti a seguire gli ordini del padrone. Ben sapendo che non sono in buona fede, possiamo con sicurezza affermare che "qualcuno" gli ha imposto di recitare la parte. Sono anni che amministrano il capoluogo senza alcun rispetto per il patrimonio architettonico e territoriale regalato alla nostra terra da Benito Mussolini. Cosa che la dice ben lunga sulle loro "idee".

A questo punto rivolgiamo a Vincenzo Zaccheo una semplice domanda: ma che c'azzecca con la tua città il " Museo della RSI ", di cui si è parlato in queste ultime settimane? Nella città da te amministrata (si fa per dire), sempre meno Littoria e sempre più "Latrina", non ci starebbe meglio un museo dedicato ai "gloriosi" partigiani, magari dedicato a tuo fratello Carlo Alberto "coordinatore di area" ?

Siccome in tutta questa pantomima non c'è niente di serio, riteniamo che l'unico modo di parlarne sia questo.

In tutta questa vicenda, giustamente, non poteva mancare la voce forte e chiara del bersagliere, professore, segretario provinciale, consigliere comunale, consigliere provinciale, consigliere regionale, sindaco, nonchè senatore della Repubblica e cavaliere ( nel senso che va a cavallo), Ajmone Finestra. Giustamente, perchè anche in rappresentanza dei reduci della RSI (tirata fuori solo quando conviene), doveva farsi sentire. Forte della sua esperienza equestre, lui che con il piede in una staffa ha sempre accolto Fini, quando era sindaco, da grande politico, con l'altro piede, quello del reduce, prende le distanze da lui. Come è suo solito fare, lui che non ha tessere, sta con due piedi in una staffa.

In conclusione, accantonando l'ironia, il nostro pensiero va ai tanti giovani che negli anni 70 / 80 sono stati massacrati nel nome dell'antifascismo, mandati a morte da squallidi personaggi che si stanno dimostrando senza scrupoli.

15 Settembre 2008

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