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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Foibe: per non dimenticare

Foibe: una parola che evoca orrore e violenza. Un genocidio programmato. L'eliminazione fisica degli Italiani dall'Istria, dalla Dalmazia, dalla Venezia Giulia. La pulizia etnica e politica di quell'area del Friuli fino al Tagliamento, che nel disegno comunista doveva diventare la settima repubblica federativa della Jugoslavia, anche con la collaborazione dei partigiani italiani garibaldini. Migliaia di Italiani, dopo l'8 Settembre 1943 fino al 1947, furono fatti scomparire negli abissi delle Foibe e nei campi di sterminio di Tito. Accanto alle Foibe di Basovizza, Monrupino, Unise, le fosse comuni di Plutone, Tarnova, Gargaro e i campi di sterminio, dove l'eliminazione fu programmata tra violenze di ogni tipo, come a Borovnica. Qui furono eliminati centinaia di prigionieri militari. Il campo era comandato dal comunista italiano Ciro Raner, collaborazionista titino, il quale ha fruito in Slovenia, vergognosamente, di una pensione di guerra italiana erogata dall'INPS.

Ma anche i campi di Lepograva, Maribor, Idria, Aidussina, Lubiana, dove venivano condotti esperimenti medici. Dopo l'apertura delle Foibe torme di partigiani slavo-comunisti si accanirono contro uomini e donne inermi. Ci furono violenze inaudite: ragazze come Norma Cossetto, inchiodate su tavoli e porte per essere violentate prima di avere la morte liberatoria nella Foiba. A donne che erano incinte fu squarciato il ventre ed i feti infilzati. Ad un sacerdote, Don Tarticchio, furono tagliati i testicoli, che gli furono posti nella bocca. Dopo essere stato incoronato con del filo spinato fu gettato nella Foiba. Ma gli episodi di orrore furono migliaia. L'orgia proseguì violenta fino al 1947, sulla base di quelle liste di proscrizione che, durante la guerra, avevano preparato i partigiani italiani collaborazionisti. Tra le persone da eliminare non vi erano solo fascisti o militari della RSI, ma tutti quelli che potevano rappresentare un ostacolo per il progetto di annessione di quella parte di Italia alla Jugoslavia. Tra il 1943 ed il 1945, come accadde a Porzus, furono tolti di mezzo anche i comandanti partigiani anticomunisti del nordest. Insieme a queste vittime è doveroso ricordare quei soldati che cercarono con tutti i mezzi di difendere i confini della nostra Patria, immolando la propria vita. Occorre ricordare gli uomini della X Mas, che difesero la città di Gorizia. Occorre ricordare i Bersaglieri del Battaglione Mussolini, che a guerra finita furono fatti entrare in una grotta a Tolmino e sepolti vivi. Occorre ricordare i Carabinieri di Gorizia, infoibati a Tarnova. Insieme alle Foibe dell'Istria quelle del Friuli: in quella di Bus de la Lum, vennero gettate vive decine e decine di persone; a Fous de Blancetta vennero gettate, dopo essere state violentate, sedici donne di Traresio; A Pian delle More furono fatti precipitare vivi, militi della Guardia Nazionale Repubblicana. E poi tante altre voragini dove scomparirono italiani e italiane, vittime innocenti della barbarie comunista.

 350.000 nostri compatrioti furono costretti a fuggire da quelle terre italiane. Decine e decine di migliaia furono massacrati.

10 Febbraio 2009

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