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Fondo vincolato e canone
depurazione: top secret
Mentre aumentano le polemiche tra amministrazione regionale
ed amministrazione provinciale di Latina riferite all'ATO,
gli amministratori del Comune di Sezze continuano a fare i
pesci in barile sulla questione, per loro spinosissima,
Dondi e canoni di depurazione. Il Comune "grazie" alla
gestione dei servizi relativi ai cicli idrico-fognario da
parte della Spa di Rovigo, ha goduto finora di una sorta di
extraterritorialità, che si è risolta in continui abusi
ormai tollerati da quindici anni. A farne le spese sono
stati soltanto i cittadini utenti di quello che, è provato,
è un disservizio. Di fronte alla sentenza della Corte
Costituzionale n. 335 del 10 Novembre 2008, che ha
dichiarato l'illegittimità costituzionale dell' articolo 14,
comma 1 della legge Galli (n.36 del 1994) e dell'articolo
155, comma 1 primo periodo del dlgs n. 152 / 2006 (il
cosiddetto codice ambientale), nella parte in cui prevedono
che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione
" è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui la fognatura
sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o
questi siano temporaneamente inattivi ", il Comune di Sezze
può continuare a fare come lo struzzo? |
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NO! Visto
però che dei rimborsi riferiti alle relative quote di
tariffa indebitamente incassate non ne parla, occorre
rinfrescare le idee al sindaco Andrea Campoli, all'assessore
Pietro Bernabei, ai loro colleghi di giunta ed a tutti i
consiglieri comunali. Rammentiamo a costoro che a rafforzare
la suddetta sentenza è arrivato il parere n. 386, depositato
lo scorso 21 Novembre 2008, con cui la Sezione Regionale di
Controllo della Corte dei Conti per la Calabria ha chiarito
gli effetti pratici che scaturiscono dalla sentenza n. 335.
Li elenchiamo per sommi capi: il cittadino utente che non ha
ricevuto per assenza o temporanea inattività del depuratore
il relativo servizio, può proporre istanza di rimborso. Il
gestore e l'amministrazione devono disporre il pagamento
della relativa quota della tariffa indebitamente incassata.
Dato che le amministrazioni comunali devono tempestivamente
rettificare le liste di carico inerenti i canoni di
depurazione e rettificare anche gli avvisi bonari o coattivi
inviati agli utenti morosi e che addirittura si deve
prevedere nel bilancio apposito capitolo di spesa il cui
stanziamento dovrà essere definito sulla base delle istanze
pervenute o che si presume perverranno, perchè il Comune di
Sezze tarda a diffidare la concessionaria Costruzioni Dondi
Spa? Non si meni il can per l'aia con i soliti " vedremo,
verificheremo", come quelli che l'assessore Bernabei sta già
recitando, perchè la situazione della depurazione a Sezze è
ben chiara. Vada ad informarsi presso la Procura della
Repubblica o chieda delucidazioni al geometra Maurizio
Russo, che qualche problemino nel merito in Tribunale ce
l''ha. Ma è anche un'altra la questione che ci preme e che
torniamo a riproporre dato il silenzio tombale con cui la si
vuole ricoprire. Ci riferiamo a quei 4.500.000 euro,
centesimo più centesimo meno, che la concessionaria avrebbe
dovuto per legge accantonare in un fondo vincolato: si
tratta di quel 20 % in bolletta pagato per una depurazione
inesistente o insufficiente, che deve essere
obbligatoriamente investito per dotare il territorio
comunale di nuovi depuratori o per adeguare i vecchi. Lo
abbiamo già chiesto e nessuno ci ha risposto: dove è
depositato il fondo? Perchè non viene pubblicizzato e reso
noto ai cittadini che quei soldi hanno sborsato, il relativo
rendiconto storico? Perchè nessuno ci risponde? Un
chiarimento lo possiamo fornire noi ai sezzesi: se ancora in
questo comune troviamo in bolletta la voce depurazione,
mentre tanti comuni in tutta Italia rispettosi della legge
si stanno addirittura organizzando per i rimborsi dovuti, la
responsabilità è del sindaco Campoli e del suo assessore
Pietro Bernabei. Le responsabilità pregresse appartengono
alla storia di questo paese e sono quelle di chi ha messo
nelle mani della società veneta il patrimonio costituito
dall'acquedotto comunale, costringendo i cittadini in un
vicolo cieco. A chi è giovato? Non certo a chi ha dovuto
subire servizi inefficienti e bollette salatissime.
Sezze
11 Dicembre 2008
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |
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