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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

“I revisionisti dell’ultima ora”


Il termine revisionista ha conservato in molti paesi un significato 
negativo. In alcuni, tra cui l’Italia, pare non essere più così. Il 
giornalista e scrittore Giampaolo Pansa, il termine “revisionista” 
l’ha usato come titolo del suo ultimo libro. Revisionista sta per chi 
sostiene che opinioni e giudizi, in modo particolare storici, ma anche 
politici, possano essere corretti e rivisti. Sin qui, nulla da 
obiettare. Tutto si può rivedere, anche il proprio percorso politico. 
Quello che è politicamente corretto è che questo avvenga in buona fede 
e ci siano motivazioni ben precise. Se questo non avviene, non si può 
parlare di revisionismo, ma di trasformismo, che è tutt’altra cosa. 
Prediamo ad esempio quello che sta succedendo a livello locale. Gente 
di destra (?) che passa al centro dello schieramento politico. Verdi  
che sono in lista con il presidente della Provincia Cusani, e di fatto 
con il Pdl. Duri e puri, per intenderci quelli della signora 
Alessandra Mussolini, che “scoprono” il liberismo e le loro nuove 
radici demo-cristiane. Roba da non crederci se non fosse tutto 
comicamente vero. Non solo è vero, ma i protagonisti non fanno una 
piega a spiegare il loro nuovo percorso. C’è chi evoca lontane 
amicizie dei loro parenti con il politico nazionale di turno, chi 
rispolvera i suoi anni passati all’oratorio salesiano come Boy Scout. 
C’è chi dice che finalmente ha capito da che parte stare. Dice. Che 
c’è di male ? Ognuno è libero o non  di rivedere la propria storia 
politica? Certo che si. Ma questi signori la sanno o non recitare una 
preghiera, che so: “..mio Dio, mi pento e mi dolgo”?. Insomma, ci pare 
che  predichino bene e razzolano male. Prendete quello che sta 
succedendo in questa soporifera e poco interessante campagna 
elettorale per le provinciali ed europee. Non uno che parli di 
programmi, che abbia una idea forte. Si ragiona solo sugli incastri di 
candidature che dovranno fare dama con gli assessorati da assegnare ad 
elezioni avvenute. La prova sta nel fatto che per le provinciali, gli 
attuali assessori non si candidano, certi che il loro posto non lo 
toccherà nessuno. Più di tanto, non fanno neppure campagna elettorale. 
La loro supponenza e delirio d’onnipotenza li porta a dare per certo 
la vittoria. C’è poi un altro risvolto di questa campagna elettorale. 
Tra i candidati della Pdl, al di là delle dichiarazioni di facciata, 
c’è odio vero. Il sindaco Zaccheo, che non dimentica lo scherzetto che 
gli fecero quelli di Forza Italia, mandando al ballottaggio, per non 
parlare del ridicolo rinvio per la presentazione della sua 
candidatura, quando il buon Claudio Fazzone fece saltare l’incontro 
con la stampa, fa finta di fare campagna elettorale. Di fatto tra gli 
addetti circola voce che gli ex alleanzini non si daranno da fare più 
di tanto in quei collegi dove è presente il candidato ex Forza Italia. 
Una strategia, che deve portare Zaccheo ad essere il nuovo 
responsabile provinciale del Pdl. Forte eventualmente anche 
dell’eventuale scioglimento del consiglio comunale di Fondi. In questa 
storia dai contorni maleodoranti e poco gradevole, bisogna rilevare 
che quello che è più sgradevole è il ruolo e la nuova veste che gli ex 
alleanzini si sono cuciti addosso. Ligi all’insegnamento del loro 
“maestro”, l’onorevole presidente della Camera Gianfranco Fini, hanno 
fatto revisionismo storico e personale. Hanno scoperto il valore della 
resistenza, il male assoluto, il liberismo. Tutto legittimo, se non 
fosse che a questi personaggi, non solo non interessa nulla il 
revisionismo storico e politico, ma anche che la gran parte di loro 
non sa neppure di cosa sta parlando. Sono le stesse persone che quando 
sono invitate a presentare un libro, non hanno la decenza, non solo di 
leggerlo, ma neppure di leggere l’introduzione. E la cosa più 
disarmante è che lo ammettono pubblicamente e qualcuno di loro è 
addirittura assessore alla cultura. C’è poi un ministro, anzi una 
ministra ex An che ha parlato recentemente nel suo tour pontino, di 
speculazione politica sul caso Fondi. E’ la stessa persona che che ai 
tempi della sua segreteria giovanile del Fronte della Gioventù tuonava 
fulmini e saette contro il malcostume e la politica deviata. Stiamo 
parlando della ministra, Giorgia Meloni, quella che una volta dichiarò 
in una intervista sul Magazine del Corriere della Sera che ci voleva 
più coraggio a fare politica a destra ai suoi tempi che nel ’68. 
Basterebbe questo per avere un quadro dei nuovi revisionisti di destra 
(?). A questi signori, a Roma come a Latina, il potere ha disconnesso 
il pensiero con il verbo. Magari, una bella “revisionata” non gli 
farebbe male.

 

Latina 1 Giugno 2009

                                                        Nando Cappelletti