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Il "Palazzo della paura"
Tra i
residenti del centro storico di Sezze ormai in tanti lo
definiscono "Palazzo della paura".Paura
che da un momento all'altro possa ripiegarsi su se stesso,
coprendo con le sue macerie qualcuno, o che passando sotto
le sue mura qualche pezzo della struttura fatiscente possa
caderti in testa. E' già avvenuto in passato e solo la buona
sorte ha evitato la sciagura. Ci riferiamo al centralissimo
edificio di Via Roma, compreso tra Vicolo Tirletti e Via
Scalelle del Duomo, che un tempo ha ospitato l'Ufficio
registro. Si tratta di un'area della città densamente
abitata. Da stranieri soprattutto, che hanno occupato ogni
buco nel quale può essere posizionato un materasso. |
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Una zona
ormai al degrado, dove sono pochi i Sezzesi che hanno avuto
la forza ed il coraggio di continuare a viverci. La
struttura è evidentemente pericolante, come certificato
anche da sopralluoghi effettuati negli scorsi anni dai
Vigili del Fuoco, allertati da qualche pietra e grondaia
abbattutasi al suolo. E' stata anche transennata per questo
motivo. L'unico intervento? Quello insignificante consistito
nel posizionare all'altezza dell'ultimo piano, in
corrispondenza dei canali del tetto, una semplice rete che
sorregge appena qualche piccione che malauguratamente vi
incappa. Sulla stessa, a dimostrare la pericolosità estrema
della situazione, si possono notare tegole o pezzi di
struttura. Alle numerose finestre ed aperture varie sono
stati piazzati dei fogli di carton gesso, onde evitare
(sic!) che gli agenti atmosferici possano apportare danni
ulteriori. Insomma : la situazione è esplosiva. Ricorda le
realtà che si vivono ad esempio nel cuore della vecchia
Napoli, dove poche settimane fa un palazzo vecchio ed
abbandonato come quello di Sezze, si è disintegrato al
suolo. Quello che non è accaduto per decenni, potrebbe
accadere in un attimo.Cosa pensano le autorità, che il
carton gesso o qualche tegola a coprire qualche buco possano
risolvere una questione così delicata? Stiamo parlando di un
palazzo di dimensioni notevoli, chiuso da decenni. Al suo
interno le condizioni igieniche sono a livelli di guardia,
dato che da altrettanto tempo nessuno provvede alla sua
manutanzione, pulizia o disinfestazione. Più volte i
residenti si sono lamentati per la pericolosa presenza di
colonie di ratti, anche di notevoli dimensioni. Non solo
quindi problemi legati alla stabilità dell'immobile, ma
anche di carattere sanitario.
A questo
punto è d'obbligo chiedersi perchè nessuno intervenga e sia
mai intervenuto. Si hanno le capacità economiche per un
intervento strutturale finalizzato al recupero del palazzo?
Non ci interessa la destinazione d'uso, il pericolo va
comunque rimosso urgentemente, come si può evincere dalla
nostra documentazione fotografica. Ma se non esistono queste
capacità, perchè l'intervento potrebbe essere
finanziariamente impegnativo, si deve avere il coraggio di
una operazione che radicalmente risolva il problema. Il
centro storico vive una situazione di emergenza, dovuta ad
una concausa di problemi. Non ultimi quelli legati alla
viabilità ed ai parcheggi. Non stiamo bestemmiando se
invitiamo l'amministrazione comunale a valutare
l'opportunità che si può offrire alla città abbattendo una
struttura ormai fatiscente e pericolosa per fare spazio ad
una vasta area che possa ospitare su due piani dei posti
auto e qualche spazio verde. In tal modo si potrebbe tornare
a dare respiro ad un centro che soffoca, ad attività
commerciali che debbono essere incentivate ed ai residenti
stessi, spingendo magari qualcuno che vi risiedeva a
tornarvi. Ci si può muovere almeno una volta, a Sezze,
nell'interesse della collettività piuttosto che di qualche
privato, come già accaduto in passato? Si ha il coraggio
amministrtivo di assumersi responsabilità che potrebbero
rappresentare una svolta per la città, aldilà di interessi
di parte? Su questo ci piacerebbe che venisse aperto un
dibattito o che almeno si sviluppino delle riflessioni. Per
rendere la giusta portata della questione abbiamo allegato
un reportage fotografico.
clicca per accedere al
reportage fotografico
1
Agosto 2008
Movimento Libero Iniziativa
Sociale -
www.lavocelibera
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