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Il teatrino della sanità
pontina
Ospedale San Carlo da Sezze e piano di riordino sanitario
regionale, continua il teatrino. Ed ognuno recita a
soggetto: quelli che stanno all'opposizione di Renata
Polverini fanno finta di stracciarsi i capelli, quelli che
stanno con la Polverini tacciono. Sono desaparecidos i vari
Stefano Galetto, Giovanni Di Giorgi, Gina Cetrone, mentre
appaiono assolutamente poco credibili le strumentali prese
di posizione di una certa sinistra che ha materialmente
contribuito allo sfascio della sanità pubblica locale.
Certamente le province laziali ed in particolare quella di
Latina, che hanno determinato l'affermazione della
presidente regionale, non si sarebbero atteso un trattamento
simile. Ma tant'é. Quello che adesso Movimento Libero
Iniziativa Sociale vuole sottolineare é un dato
incontrovertibile. La nostra provincia è fortemente
sbilanciata in questo specifico settore e presenta evidenti
"buchi neri". |
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Se in qualche modo il sud pontino appare più o meno coperto,
fanno tremare quei vuoti compresi nelle aree che vanno da
Sezze verso Frosinone e da Cisterna verso Roma. Da Latina al
capoluogo ciociaro, e parliamo di circa 70 Km. di
territorio, non esistono, anche rispetto al piano sanitario,
nosocomi. In termini di programmazione, quella che finora é
mancata, sono dati fondamentali di cui tenere conto. Dando
per scontato che nel capoluogo pontino dovrà essere creata
una struttura di riferimento, sarà indispensabile sopperire
alle necessità delle popolazioni riempiendo quei buchi neri.
La nostra proposta è quella di creare un polo ospedaliero
sulla SR 156, tra i comuni di Sezze e Priverno, che possa
diventare punto di riferimento per questa ampia fetta di
territorio densamente popolato, in un'area facilmente
raggiungibile da tutti perché ben collegata. Altrettanto
dovrebbe avvenire nella zona nord della provincia di Latina.
In questo contesto appaiono del tutto demagogiche,
strumentali e populistiche alcune prese di posizione
riferite alla realizzazione di qualche pronto soccorso in
strutture in fase di smantellamento, per responsabilità
politiche trasversali. Perché un pronto soccorso che
presuppone la figura dell'anestesista, la terapia
intensiva, quindi radiologia e chirurgia, oltre a una serie
di servizi e ambulatori é un vero e proprio ospedale, da
ospitare quindi in una struttura idonea. Una seria
programmazione non solo risponderebbe alle reali esigenze di
tutto il territorio provinciale, ma eviterebbe altresì
quegli sprechi di denaro pubblico che continuano tuttora, se
è vero, come è vero, che presso il San Carlo, solo per fare
un esempio eclatante, mentre si parla di "riconversione"
della struttura continuano i lavori edilizi. Diciamola
tutta: da Badaloni a Storace, da Storace a Marrazzo, da
Marrazzo alla Polverini, con tutto il codazzo di consiglieri
regionali che ha espresso la provincia di Latina, sia di
centrosinistra che di centrodestra, nessuno può chiamarsi
fuori da tutta una serie di colpe e responsabilità
nell'utilizzo solo strumentale, per fini politici, della
sanità pubblica, divenuta terreno d'occupazione da parte dei
partiti e dei propri clienti. Proprio per questo è mancata
la programmazione che MLIS, invece, vuole che sia centrale
rispetto ad ogni ragionamento. Bisogna programmare, non
occupare. Di questo dovrebbero farsi portavoce presso la
Regione anche i presidenti delle province di Latina e
Frosinone, Cusani e Iannarilli, troppo impegnati, ci pare,
in una battaglia di retroguardia, quella della Regione delle
Province, la battaglia di chi si sente impotente di fronte a
Roma, incapace a confrontarsi con la realtà capitolina. Una
mentalità da coloni.
13 Ottobre 2010
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |