|
 |
Immigrazione, chi sono i
buoni?
La recente operazione contro il traffico di clandestini che
ha interessato la Calabria, viene a rafforzare ulteriormente
quelle che sono le posizioni di Movimento Libero nei
confronti del fenomeno dell'immigrazione. Restando in questa
porzione di territorio nazionale, è stato ormai palesato
dagli investigatori, i quali hanno portato a termine un
blitz con oltre 60 arresti, che la mafia calabrese ha il
controllo del settore, il quale ha prodotto una nuova
economia capace di fruttare milioni e milioni di euro, con
false assunzioni, falsi documenti, falsi contratti di lavoro
finalizzati a garantire la permanenza sul territorio
italiano. E' stato stilato un vero e proprio listino dei
prezzi, come riportato dal Corriere della Sera del 4
febbraio: 10.000 euro, la cifra ottenuta dai datori di
lavoro per presentare la richiesta di regolarizzazione di
almeno 20 operai; 18.000 euro sono i soldi chiesti ad ogni
immigrato per farlo arrivare in Italia; 15.000 euro la
richiesta per gli immigrati che volevano ottenere un visto
per la durata di 6 mesi; 25.000 euro il prezzo per un visto
a lungo termine; 15.000 euro la somma pattuita per coloro
che erano utili all'organizzazione fornendo nominativi. |
|
Saverio Foti, un imprenditore agricolo calabrese diventato
testimone di giustizia per sfuggire alla morsa dei boss, ha
tra l'altro fornito un particolare clamoroso dichiarando che
" il 99 per cento delle assunzioni fatte all'Ufficio del
Lavoro o in Prefettura sono fittizie". Nell'ordinanza il
giudice sottolinea come la criminalità si preoccupasse di
garantire alle aziende la possibilità di assumere quanti più
immigrati possibile, pur non avendo i requisiti,
adoperandosi per superare le irregolarità formali e
sostanziali delle stesse attraverso i rapporti con
funzionari compiacenti. L'attività di queste organizzazioni
è andata avanti nel tempo grazie alla complicità
dell'Ufficio provinciale del Lavoro, imprenditori,
commercialisti, veterinari. Tutto questo fa capire quale sia
la reale portata del fenomeno, anche su scala nazionale, e
che esso non può essere affrontato con un buonismo parolaio
o con un falso pietismo. Dietro di esso si muove una
illegalità diffusa che frutta entrate enormi a chi lo
gestisce ed a chi lo sfrutta. Sorgono seri dubbi anche sulla
buona fede di tante organizzazioni cosiddette a scopo
umanitario, che si riempiono la bocca di frasi fatte
sull'accoglienza, ma chiudono gli occhi, fingendo di non
vedere che ci si trovi di fronte ad una nuova
schiavizzazione, che fa comodo a tanti, non certo a chi in
Italia già vive sull'orlo della povertà o con una sola
prospettiva: la disoccupazione. E che dire di quei gruppi di
"volontari" a pagamento, utilizzati dalle diverse
amministrazioni solo a scopo di immagine e di rientri
elettorali, impegnati a distribuire qualche coperta o
qualche bevanda calda? E’ business pure questo.
4 Febbraio 2010
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |
|
|