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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

La città delle multe

Se è vero che una recentissima direttiva del ministro Roberto Maroni è intervenuta per sanare l'uso, molte volte trasformatosi in abuso, degli autovelox, evidentemente qualche "piccolo" problema esiste. Se è vero che da adesso  montaggio, posizionamento, foto e multa diventano di competenza esclusiva degli agenti di polizia, sottraendo il tutto a chi li gestiva, qualcosa fino ad ora non deve aver funzionato. Se si interviene nei confronti delle aziende private che hanno venduto ai comuni le diaboliche macchinette, se a quanto pare si cerca di porre fine all'epoca dell'autovelox selvaggio, spesso utilizzato dai comuni per rimpinguare le casse o per operare truffe nei confronti degli automobilisti tramite macchinette truccate dalle ditte appaltatrici, in accordo con sindaci, assessori, comandanti di PM, è come se abbiano trovato fondamento le giuste rimostranze di numerosissimi automobilisti, vittime di tali apparecchiature.

Non è un caso che tramite la nuova direttiva i compiti di coordinamento e monitoraggio di tutta l'attività di controllo vengano affidati ai Prefetti. Non è un caso che si sia deciso di aumentare i controlli notturni il sabato sera, preferendo le strade dove si registra un alto numero di incidenti, piuttosto che privilegiare orari diurni in aree poco rischiose. Altro punto fermo della direttiva è che l'automobilista deve sapere dove stanno gli autovelox: la segnalazione sarà necessaria. Per ciò che riguarda le apparecchiature mobili devono essere segnalate, anche esse, almeno 400 metri prima e ci dovrà sempre essere una pattuglia ben visibile. Altro punto fermo è la tutela della riservatezza. Si tratta di una direttiva quanto mai opportuna, la quale arriva in un momento particolare, quando, ad esempio, nel solo comune di Sezze (LT) sono state comminate in quest'ultimo periodo oltre 20.000 multe. Senza entrare nel merito della loro legittimità e degli eventuali ricorsi che gli interessati potrebbero proporre, dato il numero eccessivo delle sanzioni non c'è da chiedersi come mai si sia verificato questo "fenomeno"? Non è necessario qualche intervento che si indirizzi verso il rispetto della nuova direttiva, puntando più sulla prevenzione che sulla repressione? Non è opportuno attivare immediatamente almeno un lampeggiante di colore giallo per dare più visibilità alla segnaletica, in attesa di altri interventi?

Sarà anche un caso, ma contemporaneamente, come a far pensare veramente, come in tanti già pensano, che si voglia solo "fare cassa", è inziata nel territorio comunale di Sezze, in particolare nel suo centro storico, una campagna di multe per divieto di sosta, in una città che notoriamente soffre la totale mancanza di parcheggi, nei confronti di automobilisti  costretti ad arrangiarsi. Nel giro di pochi giorni, cioè da quando hanno preso servizio nuovi operatori, ne sono state comminate a centinaia.  In precedenza, strumentalmente, era stata sollevata da più di qualcuno, anche dal sindaco Andrea Campoli (PD), in passato sempre poco sensibile alla problematica, la "questione sicurezza", al fine di far sembrare indispensabile l'assunzione temporanea di nuovi vigili. Tutta una scusa, perché mentre per il problema ordine pubblico le cose sono proseguite con il medesimo andazzo, i nuovi arrivati sono stati utilizzati per multare. In questo consisteva il problema sicurezza? Reprimendo chi non può parcheggiare lo avete risolto? Se è così, caro sindaco, abbiamo capito perché Sezze continui ad essere una città con notevoli problemi.

24 Agosto 2009

Movimento Libero  Iniziativa Sociale - lavocelibera.it