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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

La verità fa male?

Libertà di stampa, un tabù. Se ne può parlare? Esiste o non esiste? La verità fa male, come cantava Caterina Caselli?  Noi siamo sicuri solamente di un fatto: fin quando esisterà la possibilità di utilizzare, come facciamo, un mezzo quale internet, un certo spazio di indipendenza può essere garantito. Siamo altrettanto certi, perchè lo abbiamo sperimentato su di noi, che se non si può parlare di stampa di regime, esiste però una stampa controllata e che deve rispondere a degli ordini di scuderia. Facciamo un esempio concreto. Tutti i pezzi che potete leggere nella nostra rubrica "Diciamolatutta" sono stati puntualmente recapitati alle redazioni di tutti i quotidiani locali. Li avete trovati pubblicati? Se in qualche sporadico caso hanno trovato spazio sulle testate provinciali, non sono stati riportati nella loro interezza, ma sempre "purgati".

Se, e facciamo un esempio a caso, viene citato il nome del Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, la parte che lo riguarda viene "stranamente" stralciata. In questo modo l'articolo non viene soltanto fortemente sminuito, ma addirittura, in alcuni casi, stravolto nel suo logico senso. E' come se certi nomi che corrispondono a certi personaggi non possano essere fatti. Insomma, si può scrivere ma sempre non superando determinati limiti,sempre restando nel generico. D'altronde come vengono utilizzati alcuni quotidiani locali è ben visibile ad un lettore nemmeno troppo attento: campagne giornalistiche scatenate da questo o quell'editore contro chi in quel momento "serve" attaccare per fini comprensibili solo in seguito, la dicono lunga su giornali che spesso appaiono scandalistici sotto una parvenza di finta moralità. Come definire campagne di pulizia "etica" scatenate da chi non può permetterselo? Come giudicare conti alla rovescia utilizzati a mò di minaccia nei confronti di sindaci con i quali poco tempo dopo ci si ritrova a braccetto? E come non restare interdetti di fronte alle guerre tra senatori dello stesso partito, eletti nello stesso collegio, sparando bordate dalle colonne di quotidiani contrapposti? Per non parlare poi della vicenda Astral, che ha visto balzare agli "onori" delle cronache nazionali il suo presidente Giovan Battista Giorgi, ma solo delle cronache nazionali. I quotidiani provinciali, che ospitano periodicamente pagine e pagine di pubblicità pagate dall'azienda regionale, se ne sono disinteressati, tranne per "doverose" difese d'ufficio. E' chiaro che a questa situazione generale corrisponde un'altra realtà, perchè se è vero che dei soliti noti non si può parlare, è altrettanto vero che lorsignori possono disquisire a proprio piacimento. Quindi il quadro della situazione provinciale che viene disegnato da gran parte della stampa locale appare solo parzialmente veritiero. Bisognerebbe avere almeno l'onestà intellettuale di dichiararsi schierati. Se noi leggiamo "Libero" di Vittorio Feltri sappiamo qual'è la linea del giornale, se leggiamo "La Repubblica" ciò è altrettanto chiaro. Perchè i quotidiani provinciali continuano a dichiararsi indipendenti? E' ora che i lettori di Latina prendano coscienza di tale realtà. Per quel che ci riguarda, continuaeremo a curare questo nostro piccolo spazio di libertà e di autonomia.

10 Novembre 2008

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