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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Latina, documenti e codici carta straccia

Soprattutto in ambito cirilliano si tenta di far passare la favoletta di un accordo politico-amministrativo, quello del centrodestra, sulla figura di Giovanni Di Giorgi come candidato a sindaco del Comune di Latina, caratterizzato da una chiara discontinuità rispetto alla fallimentare gestione precedente di Vincenzo Zaccheo. L'ex sindaco, come è noto, cadde a seguito delle dimissioni di consiglieri comunali della sua stessa maggioranza. Gli stessi che oggi hanno raggiunto un punto di incontro con gli amici dell'ex primo cittadino. Zaccheiani ed antizaccheiani, insomma, insieme. Cosa vogliono farci credere, che il punto di sintesi lo hanno trovato intorno alla candidatura Di Giorgi? Non ci sembra realistico, anche perché il loro documento programmatico, al di là di generiche affermazioni che lasciano il tempo che trovano, non fa il minimo accenno, cosa che sta emergendo in maniera sotterranea in questi giorni, ad una netta chiusura rispetto alla possibilità da parte di Zaccheo di essere riciclato addirittura andando ad occupare una presidenza di importanza regionale, tipo quella dell'ASTRAL.

E non ci sembra che di fronte a tale possibilità qualcuno, nel centrodestra, abbia preso posizione. Stranamente il mandato di tale presidenza, attualmente nelle mani dell'esponente del PD Titta Giorgi, che sarebbe dovuto scadere nel mese di aprile, ancora non viene messo in discussione. Cosa si sta aspettando? Forse il dopo elezioni a Latina?

Altra questione con la quale ci si sta riempiendo la bocca fin da prima della presentazione delle liste nel capoluogo pontino, è quella riferita al cosiddetto codice etico. Un'altra trovata geniale dell'area cirilliana. Qualcuno però si è dimenticato un piccolissimo particolare, a proposito di etica, non solo nel centrodestra ma anche nel centrosinistra. Circa un anno fa il nome dell'attuale candidato sindaco PDL, Giovanni Di Giorgi fu inserito in una lista di oltre 1.200 nominativi, tra coloro che avevano depositato valuta presso la SMI Bank della Repubblica di San Marino, frutto di una rogatoria con cui il PM di Roma Perla Lori aveva chiesto alle autorità sanmarinesi documenti sulla holding che gestiva la banca. Al di là di una molto generica precisazione, all'epoca, perché tirato in ballo dalla stampa, da parte dell'interessato è stato mantenuto il più stretto riserbo sulla società da lui costituita il 31 luglio 2006 e sull'intera vicenda. Da uno che si richiama costantemente ai valori e all'etica ci si attenderebbe molto di più, ci si attenderebbe di sapere, almeno, perché un amministratore pubblico, che ora vuole diventare sindaco a Latina, vada a costituire all'estero una società.

La sensazione che si prova a fronte di alcuni interrogativi come questi che abbiamo sollevato, ma ne potremmo aggiungere altri, è che o certi argomenti non vengono affrontati per carità di patria, o perché i veri accordi su determinate questioni vengono presi altrove, tra pochi. I "documenti" e i "codici" restano carta straccia, petizioni di principio.

Latina 22 Aprile 2011

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