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Che bella la libertà di
stampa con i soldi degli altri!
Chi sono i "padroni" della stampa locale? Spesso non sono
persone dalla chiara identità, ma solamente dei lecchini al
soldo di personaggi che grazie all’attuale politica
gestiscono il potere nella sfera di influenza del giornale.
Almirante li chiamava pennivendoli. A volte però, anche
loro, sentendosi “scoperti” perdono le staffe e finiscono
per prendersela, nervosamente, con dei nik dei quali
sembrano non avere dubbi circa chi li usa. Ma non è così, ne
siamo certi, e alle critiche che da questi nik gli piovono
addosso ed alle quali non potrebbero nè saprebbero
rispondere, non replicano nel merito, ma piuttosto
insultando il nik. Internet è stato lo strumento che ha dato
voce anche a chi non ne aveva, spesso anche a chi "non
doveva averne". |
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Questo non
può far piacere a chi si è sentito per troppo tempo il
depositario assoluto della verità di stampa. Senza merito
alcuno però, se non per essere come dicevamo dei grandi
lecchini. Ogni giorno si trovano in rete pesanti verità che
li riguardano e chi fino a ieri aveva il monopolio
dell'informazione si sente scalzato. Ma da cosa? Di sicuro
da qualcosa che non gli apparteneva di certo per capacità .
Che bello parlare della loro libertà di stampa sempre e
comunque finanziata pubblicamente o da qualche magnanimo!
Provate ad immaginare se dovessero vivere con la vendita
delle copie! Morirebbero di fame! Proprio perchè incapaci di
produrre un qualsiasi servizio per la collettività, se non
l'accattonaggio tipico dei lecchini. Questi “signori”, con
Internet si vedono sfuggire dalle mani un potere che non gli
sarebbe mai appartenuto in una società sana e si risentono.
Come? Insultando chi ,anche se solo attraverso dei nik, dei
blog o dei siti, mette al sole le loro radici di malapianta.
Speriamo ,quindi, che quanto prima la loro possibilità di
vomitare accuse ,di diffondere false “verità” e di poter
denigrare gli avversari, che sono sempre coloro che si
ribellano ai loro padroni, abbia a finire. Da sola, così
come è arrivata. Come dice un vecchio detto sezzese: “chi
caca alla neve, i solo lo scopre”.
20
settembre 2008
Movimento Libero Iniziativa
Sociale -
www.lavocelibera
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