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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Mai dire gatto ...

Lo abbiamo affermato in tempi non sospetti e torniamo a ribadirlo ora: quello della Lega Nord a Latina è un bluff. Con buona pace di coloro che in buona fede hanno aderito al movimento di Bossi. Non entriamo nel merito di eventuali spaccature interne sul nome di Panzarini, candidato leghista alla presidenza dell'amministrazione provinciale, ma è risultata poco credibile "ab origine" la discesa in campo a Latina, in funzione anti PDL, di un partito che è organicamente e strettamente alleato a livello nazionale con quello di Berlusconi e Fini. La sua funzione è soltanto una, checché ne possano pensare gli ingenui militanti: drenare a destra i voti, presumibilmente tanti, degli scontenti di una "svolta" mal digerita da troppi. Come poter credere agli attacchi contro i propri colleghi al Senato o alla Camera espressi dalla provincia di Latina, da parte del senatore Stiffoni? Come credergli quando a Roma vota insieme ai vari Conte o Fazzone?

Come credere alle strumentali battaglie sullo scioglimento del Comune di Fondi, quando il ministro leghista Maroni avrebbe potuto provvedere da mesi? Come credere a quelle contro la Gerit, quando questa da tempo strozza tutti i cittadini della provincia indipendentemente dalle categorie di appartenenza e non i soli agricoltori? Come non ritenere questa una battaglia strumentale, quando il governo PDL-Lega ha gli strumenti per poter sanare immediatamente tutte le diverse situazioni? La realtà dei fatti è una. La Lega Nord governava l'Italia insieme a Forza Italia ed Alleanza Nazionale, ora lo fa insieme al PDL. E' stato già raggiunto un accordo nazionale con la "spartizione" dei diversi candidati presidenti nelle diverse province, accordo che prevede in corsa per Latina nuovamente Armando Cusani. Latina è però una provincia particolare, caratterizzata da un elettorato orientato idealmente verso il centrodestra o la destra. Un elettorato spesso motivato anche in maniera forte e  che potrebbe non aver digerito completamente alcune scelte imposte dall'alto, soprattutto quando sul territorio passano attraverso gli stessi personaggi da almeno 15 anni. E che l'elettorato di destra pontino può anche indirizzarsi altrove o disertare le urne, è testimoniato anche dall'esito delle più recenti elezioni amministrative e politiche, a partire da quelle tenute nel comune capoluogo, con Vincenzo Zaccheo costretto al ballottaggio. La "consorteria" provinciale, d'accordo con i nuovi consociati della Lega, ha pensato bene di fare delle ruote del Carroccio le sue ruote di scorta. Meglio i voti nel sacco della Lega Nord che altrove. Ma mai dire gatto se non ce l'hai nel sacco.

8 Aprile 2008

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