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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Opere pubbliche a Sezze: Comune, Provincia e Regione silenti

Si fa un gran parlare, nel comune di Sezze, in questi ultimi tempi, di opere pubbliche finalizzate ad uno sbandierato recupero del centro storico, un fiume di denaro "deviato” su questa città, con qualche politico pronto ad attribuirsene il merito, quando il paese attende ancora risposte su quelle iniziate ma mai portate a termine. Opere spesso discutibili, inspiegabilmente, almeno così pare, arenate. I primi interrogativi che sorgono spontaneamente sono riferibili all'ecomostro, un accumulo di cemento che, dopo la devastazione attuata dalle ruspe, ha preso il posto, distruggendo irrimediabilmente l'ambiente circostante, della struttura dell'Anfiteatro, realizzato più di 50 anni fa su progetto dell'architetto Piacentini. Il complesso che aveva dato tanto lustro alla città, ospitando manifestazioni importanti, che era perfettamente inserito nella natura del luogo, è stato abbattuto ormai da anni.

L'orrendo palazzone che dovrebbe sostituirlo, dopo spese milionarie di euro è lì, nel limbo dell'incompiutezza. E sul perché questo scempio sia stato perpetrato, sul perché si sia deciso di non investire nel recupero dell'opera di Piacentini, sullo stato attuale dei lavori, sul costo degli stessi, sulle motivazioni della loro stasi, non sono arrivate e non arrivano chiarimenti dagli organi preposti, siano essi il Comune , la Provincia di Latina o la Regione Lazio. Tutto bloccato anche per quello che impropriamente è stato definito "parcheggio" in località Vallicella, zona dove effettivamente il comune avrebbe potuto realizzare aree sosta di pubblica utilità, che è stata invece lasciata alla speculazione dei privati, che qui avrebbero voluto realizzare box auto, naturalmente da vendere. Tutto è finito nelle mani della Magistratura, che ha evidentemente mirato un'operazione ente pubblico-privati almeno discutibile, la quale ha sottratto alla popolazione locale porzioni di territorio che avrebbero potuto rappresentare la soluzione per un problema che é  una vera e propria emergenza per Sezze. L'emergenza permane, come permangono gli interrogativi su un cantiere che sta lì, immobile, ormai da tempo immemorabile. Un'opera "trasversale", che senza soluzioni di sorta e risposte credibili, ha interessato almeno tre amministrazioni di diversa ispirazione succedutesi al governo di Sezze, con chiari interessi comuni. E che fine sta facendo il progetto relativo al recupero dell'ex Monastero delle Clarisse? Su quest'opera, da almeno 15 anni, sono caduti a pioggia milioni di euro. Tuttora si parla di finanziamenti ulteriori, eppure non si cava un ragno dal buco. Lavori plurimilionari, che tra l'altro non hanno una destinazione d'uso definita, tanto che periodicamente se ne chiede l'utilizzo per questo o quel diverso scopo. Resta un'opera eternamente incompiuta, faraonica, che presumibilmente continuerà ad ingoiare denaro pubblico. Sarebbe curioso, a tal proposito, sapere come abbiano potuto operare i progettisti, dato che, a seconda dell'uso che se ne deve fare, una struttura viene realizzata con determinati requisiti. Il recupero sta costando tantissimo alla collettività e continuerà a costare tantissimo. Verrà ultimato? Per farne cosa? E' possibile che nessuno verifichi quello che si va a finanziare? Tanti dubbi sorgono anche in relazione ai lavori che interessano una ulteriore struttura, Palazzo Pitti, posizionato nell'omonima via, dove dovrebbero essere allocati non meglio specificati uffici comunali. In questo caso si rasenta addirittura l'assurdo. Anche qui i lavori procedono da anni. Ultimato un primo restauro, il paese assistette attonito ad una serie di crolli che interessarono il tetto, cui seguirono interventi estemporanei per evitare il peggio. A distanza di diverso tempo, questa estate sono partiti gli ennesimi lavori. Il palazzo è stato nuovamente ponteggiato, i lavori sono stati nuovamente finanziati. In pratica, l'impressione è che su quelli appaltati ma mai portati a termine, si sia proceduto con un nuovo appalto. Non risulta però che da parte dell'amministrazione locale ci sia stata una operazione di trasparenza, finalizzata almeno a far sapere che cosa sia successo fino all'inizio di questi ennesimi lavori. Quanto denaro era stato speso? Non ne risponderà nessuno?

Si ha la sensazione netta che in circostanze diverse a Sezze sia arrivato, e continui ad arrivare, denaro pubblico a cascata, che poi finisce in rivoli difficilmente controllabili.

3 Settembre 2010

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