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Ospedale San Carlo, la
realtà dei fatti
Una sceneggiata risoltasi in un flop. Non può essere
altrimenti definita quella messa in atto dal sindaco di
Sezze (LT) Andrea Campoli, accompagnato da un codazzo di
amministratori di ogni colore, per la paventata "chiusura"
dell'Ospedale San Carlo. Un flop, limitatissimo nei numeri,
e nel contempo un cattivo segnale. Perché da chi governa una
città ci si attenderebbero atti amministrativi concreti e
responsabili, più che plateali interruzioni di pubblico
servizio, evidente atto di irresponsabilità: altro non è
stato il blocco dei treni allo Scalo. Mancava, alla
"manifestazione" di protesta contro la Polverini, il
personale ospedaliero e mancava soprattutto "la gente", che
evidentemente ben conosce le vicende del San Carlo. Un
nosocomio ormai da anni in fase di dismissione, che ha perso
nel corso del tempo, progressivamente, svariati servizi e
reparti, fino a diventare un contenitore vuoto, senza che
nessuno di coloro che ha governato la città muovesse
costruttivamente un dito. |
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L'ospedale di Sezze è stato esclusivamente un mezzo del
quale ci si è serviti per costruire consensi elettorali e
fortune anche di altro tipo. I sezzesi lo sanno bene. Basta
ricordare che diversi medici che in esso operano e suoi
dipendenti, amministrativi e paramedici, insieme ad altro
personale ASL, siedono da anni nel consiglio comunale, nel
quale hanno ricoperto e ricoprono incarichi di primo piano,
dalla figura di sindaci a quella di assessori. E' proprio
questa la dimostrazione più evidente che per il San Carlo la
classe politica locale ha fatto poco o niente. Rammentiamo
una serie infinita di consigli comunali o manifestazioni con
al centro il dibattito sulle sorti del nosocomio di Via San
Bartolomeo, fatte negli ultimi decenni; tutte inconcludenti
e strumentali, stando ai risultati che, oggi, sono sotto gli
occhi di tutti. Un fallimento chiarissimo, i cui
responsabili sono conosciuti dai cittadini, proprio per
questo disincantati rispetto alla problematica. Tra quegli
amministratori che bloccavano i treni alla stazione di Sezze,
ce n'è qualcuno con enormi colpe personali; qualcuno che in
passato ha anche firmato atti ufficiali che hanno condotto
alla chiusura di qualche reparto fondamentale, come quello
di ginecologia-ostetricia, la cui produttività è stata fatta
scemare scientificamente al fine della sua soppressione. E'
stato un continuo dissanguamento, con grosse mortificazioni
anche del personale medico e paramendico che ben operava.
Questo per non parlare di quella macchina ingoia miliardi,
messa in moto tantissimi anni fa e mai più fermata, che ha
fatto della struttura un complesso in eterno divenire,
sempre in costruzione, mai ultimato e frutto di una
progettualità fine a se stessa, senza sbocchi, con la
periodica inaugurazione, in concomitanza di campagne
elettorali, di servizi inesistenti. Chi risponderà del fiume
di denaro bruciato? Si tratta di situazioni che vanno
verificate. Noi di Movimento Libero Iniziativa Sociale
chiediamo che la presidente della Regione Lazio Renata
Polverini venga a verificare di persona la situazione del
San Carlo, perché é giusto che sappia tutto: MLIS si
dichiara fin da oggi disponibile a chiarire alla
governatrice tutta la vicenda, che dovrebbe essere oggetto
di particolare attenzione e di interesse da parte di una
commissione regionale d'inchiesta.
30 Settembre 2010
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |
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