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Pennacchi e
Fasciocomunismo, manca la materia prima
Ormai è diventato una pop star e non perde occasione per far
parlare di sé. Le ultime uscite di Antonio Pennacchi, se non
altro per il vespaio che hanno sollevato, meritano alcune
considerazioni. Non ci scandalizza certamente l'idea di un "fasciocomunismo",
che può solleticare i sentimenti di tanti che cercano una
politica fatta di valori e di idee. Una visione "romantica",
che sembra appartenere ad altri tempi, quelli in cui
contavano le visioni del mondo ed i progetti di cambiamento
dell'uomo e delle società. Tagliando la testa al toro,
affermiamo subito che quella del vincitore del Premio Strega
è una proposta, volutamente provocatoria, basata sul niente.
Per un motivo molto semplice in una città come Latina
attuale, cioè la mancanza di materia prima. Chi sarebbero i
Fascisti? Chi i Comunisti? |
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Fascisti quelli del FLI e comunisti quelli del PD? Comunista
Pennacchi? Fascista Vincenzo Zaccheo o chi per lui? Solo chi
ha una visione distorta della realtà del comune capoluogo
pontino e della evoluzione, o meglio involuzione, del suo
panorama politico, con una commistione di generi che ha reso
tutto indistinguibile, dove non esistono contrapposizioni
ideologiche, dove la politica amministrativa è un affare per
pochi e tra pochi, dove veramente tra PDL e PD c'è solo una
consonante di differenza, dove nelle elezioni si mettono in
gioco soltanto carriere personali, può pensare che si possa
ancora discutere in termini alti, di Fascismo e di
Comunismo. Le "idee che mossero il mondo" non sono più di
questi territori, spazzate via da "una politica che è solo
far carriera". Quello che doveva essere il "laboratorio
della destra" ha invece fatto di Latina una ... latrina,
nell'assenza totale e connivente della sua teorica
controparte politica, la sinistra.
Quella che invece noi intendiamo sottolineare, non
perdendoci in utopistici teoremi lontanissimi dalla realtà e
concetti astratti finalizzati solo a vendere qualche copia
in più di qualche libro, è la non presenza, questa si
gravissima in quella che è stata Littoria, di una "destra
sociale" o di un "fascismo rosso" del terzo millennio,
aperto ad una idea di città solidale, con un forte senso
comunitario, sensibile nei confronti delle classi disagiate,
dei senza lavoro, dei senza tetto, dei giovani, delle donne,
dei problemi dell'ambiente, attenta a promuovere lo sviluppo
organico di tutti ed a combattere lo sfruttamento ed il
malaffare. Forse Antonio Pennacchi ha dimenticato che erano
anche questi i valori che venivano propugnati dal MSI,
quando lui vi militava, come lo hanno dimenticato i tanti
carrieristi della politica, che partiti incendiari sono
diventati pompieri, che partiti da Via Pio VI sono arrivati
a Piazza del Popolo, trasformandosi in quei peggiori
democristiani che dicevano di non voler essere.
E' questo che manca a Latina, la presenza di un movimento
avanzato socialmente, nel solco della tradizione politica
della destra italiana. Un'assenza che consente a Pennacchi
di lanciare provocazioni, capiamo bene per lui finalizzate a
cosa, altrimenti improponibili se non vi fosse questo vuoto.
7 Aprile 2011
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
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